mag 12 2010

Progetto Leonardo: leTS GO

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 13:38

Il nostro Istituto è promotore di un Progetto internazionale dove si formano docenti  imparare l’uso del computer nell’insegnameto della Lingua straniera

Per maggiori informazioni visita il sito : LeTS GO


mar 19 2010

Educare oggi

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 13:56

Una riflessione sul nostro modo di educare


feb 22 2010

Podcast

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 14:31

podcastIntroduzione

Un tempo, uno degli appuntamenti preferiti dalle famiglie era offerto dalla possibilità di riunirsi attorno ad una radio ed ascoltarne i notiziari o gli episodi di un romanzo.
Oggi quelle immagini fanno sorridere se si pensa all’evoluzione della tecnologia, attraverso la quale è possibile ascoltare quegli stessi programmi radiofonici dove e quando si vuole, semplicemente scaricandoli su un apposito dispositivo: tutto ciò grazie al Podcasting.
Nelle pagine successive descriveremo meglio il Podcasting, i vantaggi e le caratteristiche che lo contraddistinguono, per poi soffermarci sui contributi che questo strumento può dare nella didattica.
Infine mostreremo alcuni esempi per illustrare come può essere utilizzato in contesti scolastici.

2. Cos’è – L’evoluzione delle trasmissioni radio: il Podcasting

Il termine Podcasting deriva dall’unione di iPod, il noto lettore trasportabile di file audio in formato mp3, e Broadcasting, il sistema di trasmissione radio-TV classico.
Il Podcasting infatti può essere considerato un’evoluzione delle trasmissioni radiofoniche a puntate, in quanto trasmette essenzialmente contenuti audio e non testuali.
Tuttavia, rispetto alle tradizionali trasmissioni radio, il Podcasting ha una serie di caratteristiche fondamentali:
- l’utilizzo di internet come modalità di diffusione, e non dell’etere.
- la possibilità di ricevere e scaricare i contenuti radiofonici in modo automatico.
- la possibilità di poter ascoltare tali contenuti dove e quando si vuole

3. Cos’è – Le origini del Podcasting

Il Podcasting è apparso per la prima volta nel 2004, dall’integrazione di due funzionalità esistenti.
La prima è la possibilità di caricare e scaricare dal web file audio e video;
La seconda è la possibilità offerta da alcuni siti di informazione di ricevere gli aggiornamenti delle notizie direttamente sul proprio PC, tramite un sistema chiamato “Feed RSS”.
In tal modo è nato il Podcasting, un sistema di comunicazione e di trasmissione che scarica automaticamente i Podcast da un sito internet direttamente sul proprio computer.
I Podcast sono una sorta di episodi radiofonici registrati in un file audio e, a volte, anche video.
Tali file possono essere salvati sul proprio computer o direttamente su altri dispositivi che ne consentono la fruizione, come l’iPod appunto, in modo da essere riascoltati in qualsiasi momento e in qualsiasi posto anche senza connessione alla rete.

4. Cos’è – Come funziona un Podcasting

Ma come funziona esattamente un Podcasting? Come possiamo fare per ricevere gli aggiornamenti?
Cerchiamo di rispondere a questi interrogativi con una metafora: possiamo infatti immaginare il sistema del Podcasting come se fosse un abbonamento tramite posta ordinaria ad una rivista cartacea.
Ogni volta che viene stampato un nuovo numero della rivista, il postino ce la recapita direttamente nella nostra posta.
Allo stesso modo, per ricevere gli aggiornamenti dei Podcast di un sito, dobbiamo innanzitutto effettuare un abbonamento al sito stesso, quasi sempre gratuito.
Successivamente, abbiamo bisogno di un postino che ci recapiti gli aggiornamenti: questo compito è svolto alcuni programmi che si trovano facilmente su internet, anch’essi gratuiti, denominati “aggregatori”.
Gli aggregatori si occupano di verificare l’esistenza di nuovi Podcast su tutti gli abbonamenti sottoscritti dall’utente e scaricarli automaticamente sul PC (l’equivalente della nostra buca della posta).

5. Cos’è – I vantaggi offerti dal Podcasting

Cerchiamo ora di sintetizzare i vantaggi che caratterizzano il Podcasting in quattro parole chiave.
La prima è “automaticità dell’aggiornamento”. Come già detto, semplicemente abbonandosi al sito, l’utente potrà essere sempre aggiornato sui propri Podcast preferiti.
La seconda è “fruizione off line”. L’ascolto o la visione di un Podcast non richiedono necessariamente un collegamento a Internet durante la fase di fruizione, ma solo in fase di download.
La terza parola chiave è “mobilità”. I file possono essere anche salvati su dispositivi portatili, come il lettore mp3 o l’iPod, in modo da poterli ascoltare anche lontani da casa.
La quarta e ultima parola è “asincronia”: per fruire dei Podcast infatti non è necessaria la compresenza di emittente e destinatario al momento della trasmissione.

6. Cos’è – La diffusione del Podcasting

Rispetto alla radio e alle trasmissioni via internet, la costruzione e la gestione di un Podcast è molto più semplice e economica: tutto ciò che serve è un dispositivo con cui registrare gli episodi e un collegamento alla Rete per caricare i file.
In tal modo ogni utente può creare facilmente il proprio Podcast personale tematico con il quale trasmettere le puntate tramite il sistema di Podcasting.
Gli ambiti di applicazione sono i più disparati: emittenti radiofoniche musicali che ripropongono le registrazioni delle trasmissioni andate in onda, notiziari di testate giornalistiche, ma anche personaggi dello spettacolo che vogliono raccontarsi e tenersi in contatto con i propri fans.
Ci sono infine, anche siti che pubblicano periodicamente sottoforma di file audio gli episodi di romanzi narrati da una voce, ricordando un po’ i radio romanzi di un tempo, col vantaggio di ricevere automaticamente gli episodi e non rischiare così di perderne nessuno.

7. Come si usa? – Il Podcasting nella didattica

Le potenzialità sopra descritte del Podcasting non potevano non attirare l’attenzione anche nel mondo della scuola.
Essendo uno strumento prevalentemente audio e video, le applicazione didattiche, e i conseguenti benefici nell’apprendimento, riguardano soprattutto gli ambiti dove la parola, parlata o ascoltata, assume rilevanza.
Lo studente può trarre benefici nell’apprendimento sia attraverso un utilizzo passivo del Podcasting, in cui è semplice fruitore di contenuti già elaborati da altri, sia con un utilizzo attivo, in cui è lo studente stesso il produttore di Podcast.
Di seguito verranno proposte le possibili applicazioni di un Podcasting a scuola secondo questo diverso utilizzo, illustrandone i possibili vantaggi nell’apprendimento.

8. Come si usa? – La fruizione dei Podcast: lezioni didattiche e “Podcast aumentati”

La fruizione passiva di Podcast didattici da parte di uno studente si manifesta soprattutto sottoforma di cicli di lezioni ed argomentazioni didattiche.
Ciò può avvenire sia con lezioni ad episodi direttamente elaborate dal proprio docente, rappresentando una sorta di approfondimento fuori dall’aula;
sia scaricando e mettendo insieme una serie di episodi a contenuto didattico relativi ad un argomento, presi da vari Podcast della rete, realizzando così una sorta di playlist didattica.
Una forma più elaborata di Podcast come lezioni didattiche sono i cosiddetti “Podcast aumentati”, o anche “audiolibri”.
Questi Podcast sono delle lezioni in formato audio, suddivisi in capitoli come dei libri e contenenti anche video, immagini statiche, testi e link a siti web.
In questo modo, l’apprendimento non deriva semplicemente dall’ascolto della lezione, ma è supportato e approfondito anche da ulteriori strumenti, quali la navigazione in internet, il testo scritto o le rappresentazioni grafiche.

9. Come si usa? – I vantaggi della fruizione di Podcast

La presenza sulla rete di una serie di Podcast a contenuto didattico, permette allo studente di avere a disposizione una gran quantità di risorse, con le quali poter effettuare approfondimenti ed integrazioni allo studio in una sorta di autoistruzione.
Inoltre, le lezioni trasmesse col Podcasting possono raggiungere anche studenti assenti o impossibilitati a frequentare per motivi di salute o malattia.
Diversamente, può anche essere una modalità di trasmettere lezioni a studenti coinvolti in progetti e-learning.
Tutto ciò, in una visione più ampia, contribuisce ad un proliferare di sempre più Podcast di tipo didattico ad accesso pubblico, favorendo la creazione di una sorta di grande comunità on line, da cui ognuno può attingere materiale educativo.

10. Come si usa? – Fare Podcasting in classe

Come abbiamo visto, fare Podcasting è molto semplice: qualunque studente può diventare autore di un Podcast didattico, trasportando facilmente questo strumento direttamente dentro l’aula.
Se opportunamente stimolate da iniziative del docente, sono molteplici le modalità con cui uno studente può fare Podcasting ottenendo importanti benefici ai fini dell’apprendimento.
Ad esempio, si va dalla lettura di brani letterari, alla creazione di lezioni, dai dibattiti sugli argomenti oggetto di studio in classe alle conversazioni di lingua straniera.
In altri casi, si è cercato di creare delle vere e proprie radio-TV, con rubriche e talk show tematici su argomenti prestabiliti e curati ed organizzati in scaletta dagli stessi studenti.

11. Come si usa? – I vantaggi del fare Podcasting in classe

Tutte queste possibili applicazioni consentono ad uno studente di diventare protagonista attivo dei contenuti elaborati nel Podcast.
Infatti, studiare per produrre una lezione didattica da trasmettere col Podcasting è molto più stimolante e motivante dal farlo per una interrogazione, e crea un maggiore senso di responsabilità nello studente.
Parlare correttamente ad un microfono impone inoltre, la necessità di formulare pensieri comprensibili per farsi capire da un ipotetico pubblico.
In tal modo, leggere brani letterali, conversare in lingua straniera, partecipare ad un dibattito registrato, non sono altro che strumenti che favoriscono nel ragazzo l’acquisizioni di capacità espositive e proprietà di linguaggio.
Per quanto riguarda i dibattiti radiofonici poi, c’è da aggiungere che educano anche all’acquisizione di competenze comportamentali, attraverso il rispetto delle opinioni degli altri.

http://www.innovascuola.gov.it/

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feb 22 2010

Dobbiamo sapere…..

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 10:13

ccLe licenze Creative Commons offrono sei diverse articolazioni dei diritti d’autore per artisti, giornalisti, docenti, istituzioni e, in genere, creatori che desiderino condividere in maniera ampia le proprie opere secondo il modello “alcuni diritti riservati”. Il detentore dei diritti puo’ non autorizzare a priori usi prevalentemente commerciali dell’opera (opzione Non commerciale, acronimo inglese:NC) o la creazione di opere derivate (Non opere derivate, acronimo: ND); e se sono possibili opere derivate, puo’ imporre l’obbligo di rilasciarle con la stessa licenza dell’opera originaria (Condividi allo stesso modo, acronimo: SA, da “Share-Alike”).

Le combinazioni di queste scelte generano le sei licenze CC, disponibili anche in versione italiana.

Creative Commons è un’organizzazione non-profit. Le licenze Creative Commons, come tutti i nostri strumenti, sono utilizzabili liberamente e gratuitamente, senza alcuna necessita’ di contattare CC per permessi o registrazioni.

Ogni altra informazione sulle licenze la trovate all’indirizzo www.creativecommons.it, compreso il perché servirsi delle licenze Creative Commons.

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gen 17 2010

I Blog come strumenti didattici

Category: Didattica,Nuovi strumenti nella didattica,Senza categoriagiuliano_fantechi @ 16:15
blogI Blog come strumenti didattici
Facili da gestire, possono avere enormi potenzialità didattiche rendendo gli studenti soggetti attivi in un ambiente collaborativo.
di Francesco Proia
Un blog (o weblog) è un’applicazione web che permette a tutti, anche ai meno esperti di computer, di comunicare e condividere sulla Rete le proprie opinioni, riflessioni, segnalare idee e novità.
Il termine deriva dall’unione delle parole web e log (registro). Generalmente utilizzato per indicare dei veri e propri diari on line di tipo testuale, il termine ha in realtà un’accezione più vasta, comprendendo codici anche di tipo diverso. Se vengono utilizzate delle fotografie, si parla di photoblog, veri e propri album fotografici; i videoblog sono blog che utilizzano l‘audiovisivo come codice comunicativo, mentre attraverso i drawingblog si possono condividere immagini e disegni.
I blog sono diventati comuni grazie alla diffusione di editor di pagine web gratuiti e molto semplici. Rispetto ai tradizionali siti, il loro vantaggio consiste infatti nella facilità d’uso: non è richiesta alcuna competenza tecnica e non si deve scrivere nessuna riga di codice Html (almeno per gli utilizzi standard). La loro estrema accessibilità come strumento di comunicazione digitale, ne fa una buona occasione per acquisire competenze in ambito informatico. Queste caratteristiche, assieme al fatto di essere gratuiti, hanno contribuito a “democratizzare” sempre più la Rete, permettendo a qualsiasi utente di poter contribuire alla sua realizzazione.

Secondo Technorati, un motore di ricerca specializzato nel tenere d’occhio i blog, il fenomeno è in crescita costante: da 100.000 blog registrati dal motore nel 2002, siamo arrivati a 4 milioni nel 2004.
Ma allora il blog diventerà qualcosa di imprescindibile per tutti gli utenti della rete? Probabilmente no. Secondo un recente studio della Pew Internet & American Life Project la percentuale degli utilizzatori di Internet che hanno creato blog è fra il 2% e il 7%, e soltanto l’11% hanno letto un blog.

Ormai una moda sul web, i blog sono ora divenuti oggetto di discussione anche negli ambienti didattici. Uno dei primi ad utilizzarli nell’insegnamento è stato Peter Ford, insegnante universitario che ha sperimentato con successo la creazione di schoolblog insieme con gli alunni della scuola dell’obbligo in cui ha lavorato per tre anni: http://www.schoolblogs.com/.

Se vengono inseriti all’interno di un progetto di formazione scolastica più ampio, i weblog si rivelano utili per avvicinare alla multiforme realtà di Internet, rendendo gli studenti soggetti attivi, stimolando in loro la capacità di selezione e vaglio delle informazioni online. Inoltre mantenere in funzione un blog è un’attività più dinamica della creazione di pagine Html, perché è necessario concentrarsi solo sull’aggiornamento dei contenuti, producendone di originali e connettendoli all’interno di una rete di rimandi e link che siano in grado di stimolare il confronto con altri utenti. Attraverso i weblog gli studenti possono riuscire a svolgere operazioni anche molto complesse, come analizzare informazioni rilevanti, individuare fonti per studi e ricerche, raccogliere e vagliare criticamente materiali e siti, confrontare ipotesi, sviluppare pensiero critico e capacità argomentative.

Un ulteriore vantaggio dei blog è che sono un grande strumento di collaborazione. Essendo organizzati su piattaforme online, permettono alle scuole di aggiornare costantemente e in pochissimi secondi i propri progetti, dando vita a discussioni e a flussi di informazioni diversi e più complessi rispetto ai tradizionali sistemi di collaborazione interscolastici.

Gli insegnanti possono utilizzare i blog anche come strumenti per ricevere dei feedback: leggere regolarmente il blog della classe diventa un modo immediato per valutare il livello di apprendimento e i progressi dei propri studenti, permettendo di conoscere meglio la loro personalità, di valutare i loro interessi e le loro esigenze formative. Per gli studenti il blog si rivela un ottimo strumento didattico: un’occasione di ripasso attivo e di rielaborazione dei concetti appresi, ma anche un notevole sforzo nell’utilizzare una modalità di comunicazione che richiede chiarezza, linearità e grande capacità di sintesi.

Essendo il blog uno strumento affermatosi da poco – soprattutto nell’ambiente scolastico – molte delle sue potenzialità sono ancora da scoprire, ma sono già chiari molti dei suoi utilizzi:

  • stimolare a scrivere in modo creativo e collaborativo;
  • gestire il portfolio degli allievi;
  • comunicare i compiti, distribuire dispense (un esempio chiaro e funzionale è fornito dal blog EINMATMAN 1 C, curato da un professore di matematica di un liceo scientifico di Milano);
  • moltiplicare le possibilità di accesso a materiali di particolare importanza, attraverso appositi link;
  • mantenere i contatti con gli studenti assenti (per malattia, ad esempio);
  • attivare nuovi canali di comunicazione fra studenti e insegnanti anche oltre il normale orario di lezione;
  • potenziare l’interazione della classe anche attraverso commenti on line;
  • costruire comunità d’apprendimento e ricerca;
  • coinvolgere i genitori nelle attività dei figli.

Per rimanere aggiornati sull’utilizzo del blog nella didattica, si consiglia Edublogit, un blog dedicato al mondo della scuola e all’utilizzo delle nuove tecnologie che ha l’obiettivo di fornire orientamenti, idee e materiali originali con particolare attenzione al mondo del software libero.

Immagine tratta dall’archivio Dia di Indire

Articolo di Francesco Proia e Valentina Piattelli, Indire Comunicazione

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gen 16 2010

10 cose possibili con il Web 2.0

Category: Didattica,Senza categoriagiuliano_fantechi @ 11:00

punto interrogativoTratto dal sito www.trool.it

Cos’è Trool
E’ un progetto regionale per promuovere l’uso di internet, sicuro e consapevole, tra i bambini delle scuole elementari e i ragazzi dei primi due anni delle scuole medie inferiori, attraverso un portale dedicato ai ragazzi, laboratori didattici e interventi formativi.

1. Mettiti on-line con un blog
Niente paura, aprire un blog è semplice e veloce: prima di tutto devi cercare un sito che offre gratuitamente lo spazio per i tuoi contenuti. WordPressBlogger sono le due piattaforme più conosciute ed hanno tutto quel che serve. Non dovrai far altro che creare il tuo profilo, trovare un nome al blog e cominciare a scrivere.

2. Condividi i tuoi bookmarks con Del.icio.us

Delicious, ovvero il social bookmarking per definizione, è un servizio che consente di salvare, consultare e condividere segnalibri on-line, coniugando la dimensione sociale (l’intero sito è composto esclusivamente dai segnalibri degli utenti) con quella personale (con Delicious avrai i tuoi bookmark sempre a disposizione, ovunque).

3.Tieniti informato con i feed RSS

I feed RSS, che grande invenzione! Sorvoliamo sugli aspetti tecnici e andiamo al sodo: funzionano più o meno come un abbonamento a un quotidiano, però gratis e in tempo reale. Non devi far altro che usare un aggregatore di feed RSS, come ad esempio Google Reader, e automaticamente riceverai sul tuo aggregatore le ultime notizie dai siti che più ti interessano. Semplice ed efficace.

4. Fatti una cultura con Wikipedia
Wikipedia, l’enciclopedia libera nella quale i lettori sono anche gli autori“. Chiunque può collaborare a Wikipedia, creando una nuova voce o migliorando i contenuti di quelle già esistenti; ovviamente, perché il progetto funzioni, c’è bisogno di quanta più collaborazione possibile, compresa la tua. Molto web 2.0!

5. Butta la televisione. Usa Youtube
Youtube è il celebre sito che ospita i video realizzati direttamente dagli utenti, ma anche parti di spettacoli televisivi, video musicali o dvd. Se ne è parlato talmente tanto che è superflua qualsiasi descrizione ulteriore. Provatelo e fatevi una vostra idea…

6. Lavora con gli strumenti on-line

Non conoscete Google Docs Zoho? male! Gli strumenti di produttività on-line permettono di fare le cose che facciamo con Office, ma senza dover pagare licenze. E in più condividere i propri documenti e lavorare in gruppo diventa semplicissimo, senza doversi preoccupare della compatibilità dei formati dei file, nè della loro pesantezza per inviarli via e-mail.

7. Raccontati con Twitter
Se trovi il blog troppo impegnativo e hai il dono della sintesi c’è Twitter, per raccontare quello che stai facendo o pensando in 140 caratteri.

8. Ascolta i podcasting

Per chi pensa che il web sia testo immagini e video… Il podcasting è l’equivalente dei feed RSS per i file audio: vuoi ascoltare l’ultima puntata della tua trasmissione radio preferita? Scarica il podcast sul computer o sul tuo lettore MP3 e risentila quando e dove vuoi.

9. Trova immagini con Flickr
Flickr è un sito che consente di condividere le proprie foto on-line e cercare tra quelle di altri utenti: in pratica una straordinaria comunità di fotografi e un’incredibile risorsa di immagini. Impagabile!

10. Condividi!
Commenta, partecipa, crea comunità e condividi saperi ed esperienze: il web 2.0 non è altro che questo!

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