mar 15 2010

Internet a scuola????

Category: Didattica,Nuovi strumenti nella didatticagiuliano_fantechi @ 10:35

internet 01Internet è un insieme vastissimo di documenti testuali. Ai suoi esordi Internet era costituito unicamente di testo e indici ipertestuali di testi. Con il passare del tempo le cose si sono evolute, sono stati introdotti nuovi servizi e funzionalità, facendo di Internet una risorsa fondamentale per la società, un vero e proprio “villaggio globale”. Il Web (dawww=World Wide Web) si basa sull’infrastruttura di Internet per realizzare una grande risorsa di informazioni. Dietro i siti web ci sono diversi livelli di strutture dati, ma tutto ciò resta quasi completamente nascosto all’utente, interessato essenzialmente all’informazione contenuta in esso.


mar 15 2010

Sala docenti

Category: Didattica,Nuovi strumenti nella didatticagiuliano_fantechi @ 10:21

docenteUn sito dove trovare interessante materiale didattico:

Sala docenti

PROGRAMMAZIONE, LAVORI DEGLI STUDENTI, MATERIALE DIDATTICO, POF, ESERCIZI E VERIFICHE, LEZIONI A VIDEO, PROGETTAZIONE, MODULI, ORIENTAMENTO, CURIOSITA’, QUALITA’ E DOCUMENTI. L’ISTANTANEA DEI SITI DELLE SCUOLE SUPERIORI ITALIANE: ISTRUZIONE CLASSICA, SCIENTIFICA, TECNICA

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mar 15 2010

Che cos’è il web 2.0

Category: Didattica,Nuovi strumenti nella didatticagiuliano_fantechi @ 08:34

web1_0-vs-web2_0Il Web 2.0 è un termine utilizzato per indicare genericamente uno stato di evoluzione di Internet (e in particolare del World Wide Web), rispetto alla condizione precedente. Si tende ad indicare come Web 2.0 l’insieme di tutte quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione sito-utente (blog, forum, chat,sistemi come: Wikipedia, Youtube, Facebook,  Myspace,Twitter, WordPress, ecc.).

La locuzione pone l’accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni novanta, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l’utente eccetto la normale navigazione tra le pagine, l’uso delle email e l’uso dei motori di ricerca.

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mar 14 2010

PON SOS studenti

Category: Nuovi strumenti nella didattica,SOS Studentigiuliano_fantechi @ 10:57

sosPON SOS studenti è un ambiente per l’apprendimento on line, rivolto agli studenti del biennio della scuola secondaria di secondo grado, in particolare a coloro che abbiano contratto debiti formativi o abbiano incontrato particolari difficoltà negli apprendimenti di base.
I docenti impegnati nei corsi di recupero avranno a disposizione uno spazio virtuale in cui iscrivere i propri studenti e guidarli all’interno di percorsi personalizzati, mirati al raggiungimento degli obiettivi disciplinari.
Con il D.M. n. 42 del 22 maggio 2007, che definisce le attività di recupero parte integrante del Piano dell’Offerta formativa, e il D. M n. 80 del 3 ottobre 2007, che introduce alcune norme relative alle modalità con cui tali attività dovranno essere organizzate e gestite dai singoli istituti scolastici, si intende dare risalto al problema dell’insuccesso scolastico cercando soluzioni efficaci
Nell’ambito del Programma Operativo Nazionale 2007-2013, Asse I Obiettivo C Azione C.1, PON SOS Studenti offre alle istituzioni scolastiche e ai docenti impegnati nelle attività di recupero e di sostegno uno strumento in più per la gestione e la conduzione delle attività di rinforzo;uno strumento che, facendo ricorso alle potenzialità delle nuove tecnologie, propone inedite opportunità di studio, di esercitazione e di confronto.

Gli studenti iscritti troveranno in questo ambiente materiali multimediali per l’approfondimento di alcuni argomenti del curricolo delle 4 discipline prese in esame, oltre ad una serie di servizi on line, secondo la logica della nuova comunicazione in rete. Potranno seguire percorsi individualizzati e nello stesso tempo prendere parte a gruppi di discussione attivi, gestiti da docenti esperti. Sotto la guida attenta e costante dei docenti della loro scuola, gli studenti potranno accedere ad esperienze molteplici e variate.

NOTA: Le attività che docenti e studenti potranno fare nell’ambiente NON costituiscono, in nessun modo, un’alternativa ai corsi di recupero estivi che le scuole sono tenute ad organizzare per il recupero dei debiti formativi ma solo uno strumento integrativo che il docente può utilizzare con il proprio gruppo, in accordo con le indicazioni dell’istituto.

Per informazioni: info_ponsosstudenti@indire.it

oppure siti    ex Indire


mar 03 2010

Cosa sono i social networking?

Category: social networkgiuliano_fantechi @ 18:51
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Un semplice video per capire……

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mar 01 2010

Nativo digitale

Category: Nuovi strumenti nella didatticagiuliano_fantechi @ 15:07
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Nativo digitale (dalla lingua inglese digital native) è una espressione che viene applicata ad una persona che è cresciuta con letecnologie digitali come i computer, Internet, telefoni cellulari e MP3.

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feb 25 2010

Cos’è un Wiki?

Category: Nuovi strumenti nella didattica,wikigiuliano_fantechi @ 16:00

Cos’è un wiki e a che cosa serve?

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feb 22 2010

Web Quest

Category: Nuovi strumenti nella didattica,web questgiuliano_fantechi @ 14:09

1. Introduzione

web quest“Internet è come l’unione di tutte le biblioteche del mondo, dove però qualcuno si è divertito a buttare giù tutti i libri dagli scaffali”.
Questa frase rappresenta bene cos’è internet, ovvero un mondo colmo di informazioni sparse in modo disordinato, dove diventa indispensabile una bussola per potersi orientare: i motori di ricerca.
Nelle pagine successive descriveremo come fare ricerche on line, soffermandoci sui contributi che questa attività può fornire alla didattica.
Inoltre mostreremo alcuni esempi per illustrare come utilizzare i motori di ricerca in contesti scolastici.

2. Cos’è – Il problema della ricerca su Internet

La ricerca delle informazioni su internet presenta due aspetti problematici:
- da una parte c’è una grande quantità di informazioni a disposizione, che può rendere difficoltosa la reperibilità di documenti e dati utili;
- dall’altra, ci sono le esigenze di chi fa ricerca, ognuno con le proprie strategie di selezione e valutazione delle risorse informative.
I motori di ricerca rappresentano il punto di incontro tra questi due aspetti poiché consentono di abbreviare i tempi di reperimento delle informazioni.
È possibile immaginare i motori di ricerca come enormi banche dati, che permettono di individuare gli indirizzi dei siti corrispondenti ai criteri impostati dall’utente.

3. Cos’è – I diversi tipi di motori di ricerca

I motori di ricerca possono essere suddivisi in quattro categorie principali.
La prima categoria è costituita dai motori di ricerca veri e propri, come “Google” e “Altavista”: robot che analizzano in modo automatico le pagine web e ne individuano gli elementi portanti dal punto di vista del contenuto.
La seconda categoria è formata dalle guide o “directory”: banche dati nelle quali gli argomenti sono suddivisi in categorie e i siti sono recensiti da operatori umani.
Le guide, come “Alice”, “Yahoo” e “MSN”, sono più precise dei motori di ricerca, ma contengono meno informazioni.
La terza categoria è costituita dai meta-motori, o “metacrawler”: robot che cercano contemporaneamente negli archivi di più motori di ricerca.
Infine ci sono gli OPAC (Online Public Access Catalogue): sono i cataloghi in linea delle biblioteche e rappresentano il principale strumento on line per la ricerca di dati bibliografici.

4. Cos’è – I comandi

Per facilitare la ricerca, i motori mettono a disposizione dell’utente una serie di strumenti sintattici: i comandi e gli operatori logici.
Vediamo, prima di tutto, alcuni dei comandi principali.
Il simbolo di addizione (“più”), posto tra due termini, permette di individuare i siti che contengono tutti i termini ricercati, senza rispettare l’ordine in cui sono stati scritti.
Il simbolo di sottrazione (“meno”), invece, consente di escludere dalla ricerca i siti che contengono le parole successive al segno “meno”.
Le doppie virgolette, infine, permettono di ricercare e individuare esattamente tutte le parole racchiuse al loro interno. Questo comando, ad esempio, risulta molto utile per rintracciare titoli di libri, citazioni o nomi propri.

5. Cos’è – Gli operatori logici

Oltre ai comandi, i motori consentono di utilizzare una serie di operatori “logici”, o “booleani” per restringere e raffinare ulteriormente la ricerca.
Uno degli operatori più diffusi è la congiunzione inglese “AND”. Questo operatore, posto da due parole, permette di ricercare e individuare tutti i documenti che contengono entrambe le parole chiave.
L’operatore “OR”, invece, se posto tra due parole, consente di individuare tutti i documenti che contengono o una o l’altra parola ricercata.
L’operatore “NOT”, infine, permette di trovare tutti i siti che contengono il termine di ricerca che precede l’operatore ma non quello che lo segue.

6. Cos’è – La selezione delle fonti

Una volta effettuata la ricerca, si pone il problema di “scremare” le informazioni che ne sono scaturite. Può capitare, infatti, di incappare in risultati non aggiornati, inattendibili o totalmente errati.
Per ovviare a questo tipo di problema, può essere utile giudicare i risultati della ricerca secondo alcuni parametri.
“Autorevolezza della fonte”: è importante osservare bene l’attendibilità del sito e di chi lo gestisce, dando la precedenza a siti istituzionali o riconosciuti da enti e istituzioni.
“Aggiornamento”: è opportuno verificare sia la data dell’ultima modifica del sito, sia la frequenza con cui vengono svolti gli aggiornamenti.
“Oggettività”: nell’esposizione delle informazioni.
“Qualità comunicativa”: nell’esposizione di informazioni, notizie e nell’enucleazione dei dati.
“Presenza” di eventuali riferimenti ad altri siti web con collegamenti ipertestuali e banner.

7. Come si usa? – Fare ricerca on line a scuola

La rete ha il vantaggio di offrire un alto numero di risorse informative alle quali è possibile accedere velocemente.
Dall’altra parte, però, richiede una pianificazione attenta dell’attività di ricerca, a causa della dispersione delle informazioni.
Pertanto, per avere vantaggi nella didattica, è necessario organizzare in modo diverso la ricerca delle fonti in rete rispetto a quella tradizionale.
Nelle prossime pagine illustreremo come sfruttare al meglio la ricerca on line nelle attività didattiche.

8. Come si usa? – Come organizzare una ricerca on line a scuola

Il docente può promuovere una ricerca on line sia individualmente, stimolando l’iniziativa del singolo, che di gruppo, favorendo la condivisione e lo scambio di conoscenza.
In una fase preliminare, è opportuno evidenziare le problematiche legate all’oggetto di ricerca, anche attraverso lo scambio e la condivisione di pareri tra il docente e gli studenti.
Per riordinare i concetti emersi può risultare di valido aiuto elaborare una mappa concettuale, che renda evidente la relazione tra gli argomenti inerenti l’oggetto di ricerca.
Successivamente si può procedere con la ricerca vera e propria, recuperando e poi selezionando il materiale raccolto.
Nel caso di ricerche di gruppo, le informazioni acquisite dai singoli membri vanno poi socializzate e confrontate.
Terminata l’attività, sarebbe utile organizzare un momento di riflessione sul percorso di ricerca svolto e sulle difficoltà incontrate.

9. Come si usa? – Il Web Quest

Nella prima metà degli anni ’90, è stato ideato un sistema di ricerca a sostegno della didattica, denominato “Webquest”.
Il “webquest” è un’attività di ricerca on line che segue un percorso guidato, preciso ed esplicitato, dal docente.
Prima di avviare la ricerca, l’insegnante fornisce agli studenti uno scenario di partenza, una descrizione dei compiti, degli obiettivi e un insieme di risorse.
A partire da questi dati, gli studenti, spesso organizzati in gruppo, possono svolgere la ricerca in modo da raggiungere gli obiettivi fissati all’inizio.
Questo strumento risulta molto utile come primo approccio alla consultazione di siti internet e ha l’obiettivo di sviluppare nello studente le capacità di analisi, sintesi e valutazione.

10. Come si usa? – I vantaggi del fare ricerca on line

L’importanza della ricerca in rete non risiede soltanto nell’esito della raccolta di informazioni quanto, piuttosto, nel processo di apprendimento che accompagna la ricerca.
I vantaggi del fare ricerca on line possono essere racchiusi in due sfere: quella cognitiva e quella relazionale.
Dal punto di vista cognitivo, saper reperire le fonti più consone in un ambiente ampio e vasto di documentazioni come il web, stimola nello studente la capacità di mettere a fuoco l’oggetto di ricerca.
Inoltre lo studente è spinto a creare un proprio percorso di studio, abituandosi a riflettere sulle esigenze formative da soddisfare per arrivare al suo obiettivo (capacità di “problem solving”).
Dal punto di vista relazionale, invece, la partecipazione a un’attività di ricerca in gruppo coinvolge gli studenti in una modalità collaborativa di costruzione di informazioni e di risorse.

11. Come si usa? – Riassumendo …

Prima di proseguire, riassumiamo alcuni dei concetti presentati finora.
Un’attività di ricerca on line può essere scomposta in una serie di fasi.
Si parte con l’individuazione delle problematiche legate all’oggetto di ricerca.
Dopodichè si avvia la ricerca vera e propria, con la raccolta e la selezione dei contenuti trovati.
Successivamente si può prevedere un momento per la socializzazione e il confronto di quanto trovato con gli altri membri della classe o del gruppo di lavoro.
Infine, l’attività si conclude con una riflessione sul percorso svolto.
Abbiamo esaminato poi il “Webquest”: una modalità di fare ricerca on line strutturata, guidata dalle indicazioni del docente
Abbiamo poi esaminato i vantaggi che possono derivare dalla ricerca.
Dal punto di vista cognitivo, si sviluppano capacità di analisi e “problem solving”.
Da un punto di vista della relazione, si rinforzano le abilità di lavoro collaborativo.

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feb 22 2010

Wiki

Category: Nuovi strumenti nella didattica,wikigiuliano_fantechi @ 13:03

wiki1. Introduzione

Il termine “wiki” affonda le sue origini nella lingua hawaiana e deriva, precisamente, dall’espressione “wiki wiki”, che significa “veloce”.
Nel web questa parola indica un sito nel quale i contenuti sono il risultato della collaborazione tra più utenti. Per questo il “wiki” è considerato il miglior strumento a disposizione per chi aspira a condividere le proprie conoscenze e a costruirne di nuove in modo collaborativo.
Nelle pagine successive descriveremo le caratteristiche principali del Wiki e poi ci soffermeremo su come usarlo a scopo didattico.
Infine presenteremo alcuni esempi per illustrare il suo impiego in contesti scolastici.
2. Cos’è – Cosa sono i Wiki

La filosofia su cui si basa il wiki è quella della collaborazione.
Il Wiki può essere scritto da un utente e contemporaneamente revisionato e modificato da altri utilizzatori che possono aggiungere nuovi contenuti oppure aggiornare quelli esistenti.
Le sue caratteristiche principali sono la dinamicità, dovuta al rapido aggiornamento, e l’ “apertura” della redazione: le pagine del wiki infatti sono accessibili e modificabili da tutti gli utenti che ne hanno accesso.
Ciò ha spinto a considerare il Wiki un eccellente esempio di scrittura collettiva, nonché uno strumento per la diffusione e la condivisione di conoscenza.
3. Cos’è – La struttura dei Wiki

Un’altra caratteristica del Wiki possiamo ricavarla dal suo nome che, come abbiamo detto, significa “veloce”.
Un Wiki si presenta come un raccoglitore di pagine di testo, connesse da un gran numero di collegamenti ipertestuali (link).
In questo modo l’utente può spostarsi rapidamente da una pagina all’altra.
Tramite i link l’utente può approfondire il significato di teorie, temi o parole chiave correlate all’argomento trattato nel Wiki.

4. Cos’è – L’aggiornamento dei contenuti di un Wiki

Per l’elevato numero di redattori e per la rapidità degli aggiornamenti a cui può essere sottoposto, il Wiki è dotato di un sistema di “cronologia”.
La cronologia conserva traccia delle modifiche svolte permettendo, in qualsiasi momento, di tornare alle versioni precedenti.
Per limitare i cambiamenti ed evitare atti di “vandalismo” da parte di utenti scorretti, alcuni Wiki prevedono che i contributi inseriti, prima di essere pubblicati, debbano essere approvati dall’amministratore del sito.

5. Cos’è – I Wiki come luogo di apprendimento collaborativo

Vediamo ora quali sono le caratteristiche che distinguono un Wiki da un Blog o da un Forum.
Il Blog ha una finalità di espressione individuale ed è collegato, soprattutto, agli interessi e ai temi di un singolo autore.
Il Forum invece è uno spazio che prevede la partecipazione e lo scambio di opinioni tra molti utenti.
Il wiki è diverso da entrambi poiché: – non esprime la visione di un singolo ma di una “collettività” di autori; – non è un’arena di discussione, ma un luogo gestito da utenti interessati a scrivere insieme su un tema specifico.
Per questo il Wiki può essere uno strumento molto utile alla creazione di un ambiente di apprendimento collaborativo.
È usato nel lavoro come nell’istruzione sia per effettuare ricerche e lavori di gruppo a distanza, sia come “contenitore” di informazioni da condividere con altri utenti.

6. Come si usa? – I Wiki e la scuola

Abbiamo parlato molto della possibilità offerta da un Wiki di creare e condividere conoscenza.
Ma come si può usare per facilitare l’insegnamento?
Come possono beneficiarne studenti e docenti?
Nelle prossime pagine proveremo a rispondere a questi interrogativi, evidenziando i vantaggi concreti che si possono ricavare nell’apprendimento.
La tecnologia del Wiki, basata sulla filosofia della creazione collaborativa, si sposa bene con la didattica nella scuola.

7. Come si usa? – Possibili usi di un Wiki per gli studenti

In primo luogo, gli studenti possono ricorrere ai Wiki per soddisfare un’esigenza informativa.
Pensiamo a Wikipedia, l’enciclopedia libera, che fornisce informazioni organizzate in maniera ordinata, poco dispersiva e facilmente consultabili.
In secondo luogo, è possibile utilizzare il Wiki per produrre testi scritti.
Ad esempio è possibile chiedere a un gruppo di studenti di allestire un Wiki in occasione di un lavoro o di un progetto in classe.
Da una parte gli studenti potranno coordinarsi per costruire “collettivamente” i testi del sito.
Dall’altro il docente potrà tenere sotto controllo e seguire l’evoluzione del progetto.
Un Wiki, infine, può diventare anche il deposito degli appunti di un corso o di un ciclo di lezioni.
Ciò consente di formare una piccola dispensa in cui ognuno può inserire le proprie conoscenze e, al tempo stesso, usufruire dei contributi dei compagni di classe.
8. Come si usa? – I vantaggi e le criticità dell’uso del Wiki per gli studenti

Usare un Wiki può migliorare la capacità di lavorare in gruppo, di confrontarsi, di condividere i propri saperi.
Lo studente può diventare così un costruttore attivo di conoscenza, e non un semplice fruitore di un prodotto già confezionato.
Ciò può stimolare la responsabilità nello studio e incentivare la sua voglia di “saperne di più”.
È bene comunque che le attività di ricerca e di redazione dei testi vengano supervisionate da un docente.
È possibile infatti che lo studente si imbatta in Wiki dai contenuti non aggiornati o non attendibili oppure che incontri difficoltà nel coordinarsi con i propri compagni.
Per questo rimane centrale la figura dell’insegnante, che ha il compito di guidare e stimolare gli studenti nella loro attività.

9. Come si usa? – I vantaggi per il docente dell’uso dei Wiki

Anche per un docente il Wiki rappresenta un utile strumento a sostegno della didattica.
Ad esempio, può essere usato come un registro di classe su cui annotare i progressi e le difficoltà degli studenti.
Le informazioni inserite possono essere poi confrontate con situazioni registrate in precedenza e consultate anche dai colleghi che vogliono conoscere la situazione dei componenti della classe.
Ancora più importante è la possibilità che offre per l’aggiornamento professionale, tramite il confronto e la condivisione di materiali e risorse informative.
Infine, il Wiki può essere un valido mezzo per programmare, con altri docenti, percorsi didattici integrati, o per elaborare insieme materiali per un corso.

10. Come si usa? – Riassumendo…

Prima di proseguire, riassumiamo alcuni dei concetti presentati finora.
Come abbiamo visto, gli studenti possono utilizzare un Wiki in due modi principali.
In qualità di fruitori se ne possono avvalere per svolgere ricerche e per documentarsi.
Dall’altro lato, in qualità di autori, possono sfruttarlo come ambiente di scrittura collettiva e collaborativa.
Dai docenti, invece, il Wiki può essere usato come registro di classe, per tenere traccia dei progressi e delle difficoltà degli studenti, e come “memoria storica”, accessibile anche ad altri colleghi.
Infine può anche essere utilizzato per archiviare o preparare, insieme ad altri docenti, materiale didattico.

11. Esempi — Esempi…

Puntiamo ora lo sguardo su alcune esperienze concrete di utilizzo di Wiki.
Illustreremo l’uso del Wiki come strumento di apprendimento collaborativo, ma anche come spazio di scrittura di testi e la creazione di libri “aperti”.
Descriveremo inoltre un caso di Wiki impiegato come mezzo di condivisione professionale di pratiche e risorse tra i docenti.
L’obiettivo di questi esempi è quello di proporre spunti e suggerimenti utili a chi intende utilizzare, o già utilizza, un Wiki.

12. Esempi – Wiki per l’apprendimento collaborativo: Wiki scuola

Un valido esempio d’uso di un Wiki come ambiente di apprendimento collaborativo è Wikiscuola.
All’interno del sito, docenti, classi e gruppi di lavoro utilizzano lo spazio comune per creare dispense on-line su un corso, promuovere lo studio di una lingua straniera o svolgere esercitazioni proposti dal docente
In particolare, è interessante il caso della classe quarta dell’ITIS Galileo di Viareggio, in cui l’insegnante stimola la rielaborazione dei concetti affrontati in aula attraverso lavori di gruppo e individuali,
In tal modo si facilita il miglioramento della abilità di scrittura dei ragazzi e si ricorre a un modo diverso per far ripassare le nozioni studiate.
13. Esempi –Wiki per la scrittura collaborativa: Porte aperte sul web

La possibilità di condividere e costruire collettivamente un testo rende il Wiki adatto a chi desidera scrivere un libro a più mani.
È proprio questo il senso del Wiki creato nel 2005 nel sito del progetto “Porte aperte sul web” per l’accessibilità dei siti scolastici.
Il sito è una comunità di pratica formata dai docenti delle scuole lombarde ed aperta anche ai docenti di altre scuole, che mira a creare un ambiente per la condivisione delle conoscenze sul tema della comunicazione web.
L’obiettivo finale è quello di raccogliere in uno specifico spazio Wiki i contenuti e contributi dei partecipanti, con la possibilità di integrarli e modificarli, in modo da arrivare all’elaborazione di un manuale aperto sulla qualità dei siti scolastici accessibili.
14. Esempi – I Wiki per la scrittura collaborativa: Wiki books e Wiki text books 22

Un altro esempio d’uso di un Wiki per la scrittura collaborativa di testi a scopo didattico è “Wiki books”.
Il sito nasce da un esperimento italiano avviato nel 2004 per la distribuzione gratuita di libri di testo, manuali e altri testi educativi a contenuto “aperto”, cioè modificabile dagli utenti.
Elemento importante del sito è l’ascolto dei pareri degli studenti. In pagina apposita sito essi possono fare domande sui contenuti pubblicati, indirizzando pertanto gli autori a capire dove approfondire o migliorare il testo.
All’estero un progetto simile è sorto con “Wiki text book”, che incoraggia gli studenti a scrivere il proprio libro di testo.

15. Esempi – Wiki teacher

Segnaliamo anche la nascita di un primo progetto per condividere idee pedagogiche e risorse didattiche, denominato “Wiki Teacher”.
Il sito, in lingua inglese, ospita una comunità di insegnanti che ha l’aspirazione di creare uno spazio dove immagazzinare risorse informative e scambiare esperienze.
Nel Wiki, infatti, è possibile consultare materiali, lezioni e video dimostrativi.

da


feb 22 2010

Insegnare con il Blog

Category: Bloggiuliano_fantechi @ 11:00

blog1. Introduzione

La parola “blog” nasce dalla contrazione del termine anglosassone “weblog” che, letteralmente, significa “traccia nella rete”.
Il blog infatti rappresenta una sorta di “diario di bordo” digitale, uno spazio che consente di annotare idee e pubblicare commenti su argomenti a cui si è particolarmente interessati o in cui si ha competenza.
Nelle pagine successive descriveremo le origini del blog, i vantaggi e le caratteristiche che ne hanno permesso una rapida diffusione negli ultimi anni, per poi soffermarci sui contributi che questo strumento può dare alla didattica.
Infine mostreremo alcuni esempi per illustrare come può essere utilizzato in contesti scolastici.

2. Cos’è – Cosa sono i blog

Un blog è un vero e proprio sito web attraverso il quale l’autore (detto blogger) può pubblicare riflessioni personali, racconti, idee.
Sebbene abbia una natura prevalentemente testuale, il blog può ospitare anche immagini, fotografie, file audio o video.
Per creare un blog non occorrono particolari conoscenze tecniche: basta semplicemente saper utilizzare un browser di navigazione e disporre di una connessione ad internet.
In tal modo, la possibilità di diventare un autore di pagine web, che prima era una prerogativa di pochi, è diventata ben presto una opportunità per tutti.
Altro elemento importante è l’accesso pubblico ai contenuti del blog: qualsiasi utente esterno, infatti, può leggere e commentare le pubblicazioni inserite dall’autore.

3. Cos’è – La struttura dei blog

Ciò che consente a un blog di essere uno strumento alla portata di tutti è la sua struttura.
La struttura è basata su una serie di moduli, che mettono a disposizione dell’utente varie funzionalità, e di temi grafici, che consentono di personalizzare l’aspetto del blog a proprio piacimento.
Ogni nuova pubblicazione inserita viene organizzata secondo un ordine cronologico inverso, con il quale il contributo più recente viene visualizzato per primo.
Oltre al testo, un blog può essere arricchito di audio, video e immagini: in questo modo assume anche la funzione di archivio.
Gli spazi all’interno di un blog possono essere suddivisi in categorie, permettendo in tal modo di organizzare i contenuti pubblicati in aree tematiche.
Infine è possibile inserire collegamenti ipertestuali (link) a siti o ad altri blog, creando una vera rete nella rete.

4. Cos’è – Gli usi dei blog

Come anticipato, i blog nascono come spazio personale, utilizzato per lo più come strumento introspettivo ed autobiografico per raccontarsi ed esprimersi.
Progressivamente, proprio per la facilità con cui consentono la pubblicazione di contenuti sul web, i blog sono stati sempre più usati anche da politici, giornalisti e personaggi pubblici in sostituzione dei siti personali.
Oltre ai blog di tipo “personale”, si è avuto poi un proliferare di blog “tematici”.
Si tratta di siti aventi come oggetto centrale di discussione un argomento specifico, che può essere un hobby, uno stile di vita, un’ideologia e così via, in base alla scelta dell’autore.

5. Cos’è – I blog come luogo di incontro virtuale

Ciò che anima lo spirito dei blog è la possibilità di esprimere, facilmente e in assoluta libertà, le proprie opinioni su interessi o ideali comuni ad altri utenti della rete.
Ciò favorisce una continua condivisione di passioni, di conoscenze ed esperienze.
In tal modo, i blog sono sempre più un luogo di incontro virtuale, che facilita l’apprendimento collaborativo tra gli utenti e la creazione di comunità virtuali basate sulla condivisione di un interesse comune.

6. Come si usa? – I blog e la scuola

Anche negli ambienti educativi e scolastici si è presto provveduto a stare al passo con i tempi.
La possibilità di diventare, con facilità, autori di pagine web ha fatto si che nascessero molti blog aventi come tema la scuola.
In tali contesti, si è ben presto provveduto a sfruttare le potenzialità,offerte dal blog in modo da utilizzarlo come supporto alla didattica tradizionale in presenza.
Tramite il blog, il web non è più un semplice contenitore di una gran quantità di informazioni, ma diventa uno strumento di comunicazione da utilizzare attivamente.

7. Come si usa? – Le tipologie di blog nella didattica

È possibile suddividere i blog usati a scopo didattico in 3 categorie.
La prima è quella del “blog del docente” (o “tutor blog”) dove il ruolo di autore è rivestito proprio dall’insegnante.
In questo caso il blog può essere usato: – sia come strumento di autoformazione e di aggiornamento professionale, attraverso la condivisione di esperienze di studio con i colleghi; – sia come luogo per la comunicazione con gli studenti, l’archivio di materiali didattici e di esercizi.
La seconda categoria è quella del “learner blog”, ossia il blog dello studente, in cui l’autore può depositare le sue ricerche e i suoi lavori, nonché confrontarsi con altri utenti su tematiche didattiche.
La terza e ultima categoria è rappresentata dal blog di classe, un ambiente virtuale che permette di riflettere sulle attività svolte in aula, costituendo così anche un modo per mantenere un contatto con i compagni di corso.

8. Come si usa? – I vantaggi dei blog didattici per lo studente

Analizziamo ora quali vantaggi può ricavare uno studente dall’utilizzo di un blog.
Innanzitutto, i blog sono ambienti più informali e stimolanti del contesto scolastico. Pertanto, gli studenti hanno la possibilità di produrre contenuti con maggiore serenità, mettendosi più facilmente in gioco.
In tal modo lo studente ha la possibilità di diventare un produttore attivo di conoscenza, che potrà essere condivisa e commentata dai propri compagni di studio.
Inoltre, trattandosi di un ambiente aperto al confronto con altri studenti, il blog può consentire lo sviluppo di un senso di responsabilità e di fiducia verso lo studio.
Infine, la redazione di pagine web offre allo studente la possibilità di migliorare le proprie capacità critiche, comunicative, creative e di scrittura.

9. Come si usa? – I vantaggi dei blog didattici per il docente

Dal punto di vista del docente, il blog rappresenta un valido contributo per affiancare fuori dall’aula le attività svolte in classe.
Un primo vantaggio per il docente è quello di possedere uno strumento con il quale mantenere un rapporto continuo con gli studenti e fornire loro lezioni, compiti e comunicazioni.
Inoltre, il clima più informale che si stabilisce sul web, consente di potenziare l’interazione e il lavoro dei gruppi nella classe.
Sempre in riferimento alla sfera relazionale, il blog può facilitare anche il coinvolgimento dei genitori, attraverso la semplice consultazione del percorso didattico e d’apprendimento dei propri figli.
Infine, il blog può essere considerato come un archivio dei materiali del corso e delle esercitazioni dello studente, divenendo così una sorta di portfolio per valutare in ogni momento i progressi degli alunni.

10. Come si usa? — Riassumendo…

Prima di proseguire, riteniamo opportuno riassumere i concetti presentati finora.
Abbiamo visto come il blog possa essere utilizzato a supporto della didattica in aula sia dai docenti che dagli studenti.
Ci sono vari motivi che possono spingere un docente ad aprire un blog.
Il docente può essere interessato a condividere con i colleghi le proprie esperienze di insegnamento o può essere spinto al confronto dalla necessità di capire come affrontare una serie di problemi pratici.
In altri casi il docente usa il blog come un mezzo per comunicare con gli studenti ed “estendere” l’attività didattica fornendo esercizi, materiali e così via.
Dall’altro lato anche lo studente può ottenere dei vantaggi dall’uso del blog.
Può utilizzarlo come ambiente per sperimentare e per confrontarsi con sé stesso e con gli altri. Attraverso la scrittura, infatti, può migliorare le sue capacità di comunicazione e di critica.
Il blog inoltre può essere usato come una sorta di “vetrina”, in cui lo studente raccoglie ed espone le sue esercitazioni e i suoi lavori.

11. Esempi — Esempi

Puntiamo ora lo sguardo su alcune esperienze di utilizzo di blog a sostegno della didattica, presenti sul web.
Di seguito proporremo degli esempi che rappresentano le applicazioni pratiche di alcune delle tipologie di blog illustrate in precedenza.
Descriveremo casi di blog di docenti e di classe, prestando attenzione sia alle classi della scuola primaria che di quella superiore.
L’obiettivo di questi esempi è quello di fornire spunti e suggerimenti sia a chi già gestisce un blog, sia a chi, magari, è intenzionato ad aprirne uno.

12. Esempi — I blog dei docenti

Per quanto riguarda i docenti, in base al ruolo che ricoprono (di insegnante, di collega o di referente per le famiglie), notiamo che possono esistere diversi motivi per aprire un blog.
Ad esempio, si può pubblicare un blog per avere un luogo d’incontro virtuale aperto alla condivisione di esperienze con i colleghi, e quindi utilizzarlo come uno strumento di autoformazione e di aggiornamento.
È il caso di “Giornali di classe”, dove lo spazio web permette un confronto fra insegnanti delle scuole medie inferiori su tematiche didattiche.
In questo esempio, il blog viene usato anche per riflettere su aspetti legati al rapporto con gli alunni, ai loro vissuti personali e su come affrontare i problemi che incontrano.

13. Esempi — I blog di classe

Mentre un blog scritto da un docente per altri docenti contiene spesso informazioni adatte a un pubblico di specialisti, notiamo che i contenuti dei blog redatti dai docenti per la classe sono di diverso tipo.
Un esempio pratico è rappresentato da “Diritto e rovescio”, blog dell’Istituto Tecnico Commerciale Barozzi di Modena, per gli studenti dell’Indirizzo Giuridico Economico aziendale, che affronta principalmente tematiche giuridiche ed economiche.
In tale spazio, il docente-autore attraverso articoli, discussioni e spunti di riflessione, stimola un costante dialogo con gli studenti per spingerli a ragionare, confrontarsi e a formulare un proprio giudizio sui temi proposti.
All’interno delle pagine del blog, organizzate ordinatamente nell’archivio o nelle categorie, sono presenti anche riassunti delle lezioni, esercitazioni e comunicazioni alla classe.

http://www.innovascuola.gov.it


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