feb 22 2010

Web Quest

Category: Nuovi strumenti nella didattica,web questgiuliano_fantechi @ 14:09

1. Introduzione

web quest“Internet è come l’unione di tutte le biblioteche del mondo, dove però qualcuno si è divertito a buttare giù tutti i libri dagli scaffali”.
Questa frase rappresenta bene cos’è internet, ovvero un mondo colmo di informazioni sparse in modo disordinato, dove diventa indispensabile una bussola per potersi orientare: i motori di ricerca.
Nelle pagine successive descriveremo come fare ricerche on line, soffermandoci sui contributi che questa attività può fornire alla didattica.
Inoltre mostreremo alcuni esempi per illustrare come utilizzare i motori di ricerca in contesti scolastici.

2. Cos’è – Il problema della ricerca su Internet

La ricerca delle informazioni su internet presenta due aspetti problematici:
- da una parte c’è una grande quantità di informazioni a disposizione, che può rendere difficoltosa la reperibilità di documenti e dati utili;
- dall’altra, ci sono le esigenze di chi fa ricerca, ognuno con le proprie strategie di selezione e valutazione delle risorse informative.
I motori di ricerca rappresentano il punto di incontro tra questi due aspetti poiché consentono di abbreviare i tempi di reperimento delle informazioni.
È possibile immaginare i motori di ricerca come enormi banche dati, che permettono di individuare gli indirizzi dei siti corrispondenti ai criteri impostati dall’utente.

3. Cos’è – I diversi tipi di motori di ricerca

I motori di ricerca possono essere suddivisi in quattro categorie principali.
La prima categoria è costituita dai motori di ricerca veri e propri, come “Google” e “Altavista”: robot che analizzano in modo automatico le pagine web e ne individuano gli elementi portanti dal punto di vista del contenuto.
La seconda categoria è formata dalle guide o “directory”: banche dati nelle quali gli argomenti sono suddivisi in categorie e i siti sono recensiti da operatori umani.
Le guide, come “Alice”, “Yahoo” e “MSN”, sono più precise dei motori di ricerca, ma contengono meno informazioni.
La terza categoria è costituita dai meta-motori, o “metacrawler”: robot che cercano contemporaneamente negli archivi di più motori di ricerca.
Infine ci sono gli OPAC (Online Public Access Catalogue): sono i cataloghi in linea delle biblioteche e rappresentano il principale strumento on line per la ricerca di dati bibliografici.

4. Cos’è – I comandi

Per facilitare la ricerca, i motori mettono a disposizione dell’utente una serie di strumenti sintattici: i comandi e gli operatori logici.
Vediamo, prima di tutto, alcuni dei comandi principali.
Il simbolo di addizione (“più”), posto tra due termini, permette di individuare i siti che contengono tutti i termini ricercati, senza rispettare l’ordine in cui sono stati scritti.
Il simbolo di sottrazione (“meno”), invece, consente di escludere dalla ricerca i siti che contengono le parole successive al segno “meno”.
Le doppie virgolette, infine, permettono di ricercare e individuare esattamente tutte le parole racchiuse al loro interno. Questo comando, ad esempio, risulta molto utile per rintracciare titoli di libri, citazioni o nomi propri.

5. Cos’è – Gli operatori logici

Oltre ai comandi, i motori consentono di utilizzare una serie di operatori “logici”, o “booleani” per restringere e raffinare ulteriormente la ricerca.
Uno degli operatori più diffusi è la congiunzione inglese “AND”. Questo operatore, posto da due parole, permette di ricercare e individuare tutti i documenti che contengono entrambe le parole chiave.
L’operatore “OR”, invece, se posto tra due parole, consente di individuare tutti i documenti che contengono o una o l’altra parola ricercata.
L’operatore “NOT”, infine, permette di trovare tutti i siti che contengono il termine di ricerca che precede l’operatore ma non quello che lo segue.

6. Cos’è – La selezione delle fonti

Una volta effettuata la ricerca, si pone il problema di “scremare” le informazioni che ne sono scaturite. Può capitare, infatti, di incappare in risultati non aggiornati, inattendibili o totalmente errati.
Per ovviare a questo tipo di problema, può essere utile giudicare i risultati della ricerca secondo alcuni parametri.
“Autorevolezza della fonte”: è importante osservare bene l’attendibilità del sito e di chi lo gestisce, dando la precedenza a siti istituzionali o riconosciuti da enti e istituzioni.
“Aggiornamento”: è opportuno verificare sia la data dell’ultima modifica del sito, sia la frequenza con cui vengono svolti gli aggiornamenti.
“Oggettività”: nell’esposizione delle informazioni.
“Qualità comunicativa”: nell’esposizione di informazioni, notizie e nell’enucleazione dei dati.
“Presenza” di eventuali riferimenti ad altri siti web con collegamenti ipertestuali e banner.

7. Come si usa? – Fare ricerca on line a scuola

La rete ha il vantaggio di offrire un alto numero di risorse informative alle quali è possibile accedere velocemente.
Dall’altra parte, però, richiede una pianificazione attenta dell’attività di ricerca, a causa della dispersione delle informazioni.
Pertanto, per avere vantaggi nella didattica, è necessario organizzare in modo diverso la ricerca delle fonti in rete rispetto a quella tradizionale.
Nelle prossime pagine illustreremo come sfruttare al meglio la ricerca on line nelle attività didattiche.

8. Come si usa? – Come organizzare una ricerca on line a scuola

Il docente può promuovere una ricerca on line sia individualmente, stimolando l’iniziativa del singolo, che di gruppo, favorendo la condivisione e lo scambio di conoscenza.
In una fase preliminare, è opportuno evidenziare le problematiche legate all’oggetto di ricerca, anche attraverso lo scambio e la condivisione di pareri tra il docente e gli studenti.
Per riordinare i concetti emersi può risultare di valido aiuto elaborare una mappa concettuale, che renda evidente la relazione tra gli argomenti inerenti l’oggetto di ricerca.
Successivamente si può procedere con la ricerca vera e propria, recuperando e poi selezionando il materiale raccolto.
Nel caso di ricerche di gruppo, le informazioni acquisite dai singoli membri vanno poi socializzate e confrontate.
Terminata l’attività, sarebbe utile organizzare un momento di riflessione sul percorso di ricerca svolto e sulle difficoltà incontrate.

9. Come si usa? – Il Web Quest

Nella prima metà degli anni ’90, è stato ideato un sistema di ricerca a sostegno della didattica, denominato “Webquest”.
Il “webquest” è un’attività di ricerca on line che segue un percorso guidato, preciso ed esplicitato, dal docente.
Prima di avviare la ricerca, l’insegnante fornisce agli studenti uno scenario di partenza, una descrizione dei compiti, degli obiettivi e un insieme di risorse.
A partire da questi dati, gli studenti, spesso organizzati in gruppo, possono svolgere la ricerca in modo da raggiungere gli obiettivi fissati all’inizio.
Questo strumento risulta molto utile come primo approccio alla consultazione di siti internet e ha l’obiettivo di sviluppare nello studente le capacità di analisi, sintesi e valutazione.

10. Come si usa? – I vantaggi del fare ricerca on line

L’importanza della ricerca in rete non risiede soltanto nell’esito della raccolta di informazioni quanto, piuttosto, nel processo di apprendimento che accompagna la ricerca.
I vantaggi del fare ricerca on line possono essere racchiusi in due sfere: quella cognitiva e quella relazionale.
Dal punto di vista cognitivo, saper reperire le fonti più consone in un ambiente ampio e vasto di documentazioni come il web, stimola nello studente la capacità di mettere a fuoco l’oggetto di ricerca.
Inoltre lo studente è spinto a creare un proprio percorso di studio, abituandosi a riflettere sulle esigenze formative da soddisfare per arrivare al suo obiettivo (capacità di “problem solving”).
Dal punto di vista relazionale, invece, la partecipazione a un’attività di ricerca in gruppo coinvolge gli studenti in una modalità collaborativa di costruzione di informazioni e di risorse.

11. Come si usa? – Riassumendo …

Prima di proseguire, riassumiamo alcuni dei concetti presentati finora.
Un’attività di ricerca on line può essere scomposta in una serie di fasi.
Si parte con l’individuazione delle problematiche legate all’oggetto di ricerca.
Dopodichè si avvia la ricerca vera e propria, con la raccolta e la selezione dei contenuti trovati.
Successivamente si può prevedere un momento per la socializzazione e il confronto di quanto trovato con gli altri membri della classe o del gruppo di lavoro.
Infine, l’attività si conclude con una riflessione sul percorso svolto.
Abbiamo esaminato poi il “Webquest”: una modalità di fare ricerca on line strutturata, guidata dalle indicazioni del docente
Abbiamo poi esaminato i vantaggi che possono derivare dalla ricerca.
Dal punto di vista cognitivo, si sviluppano capacità di analisi e “problem solving”.
Da un punto di vista della relazione, si rinforzano le abilità di lavoro collaborativo.

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