- scarso orientamento all’istruzione superiore nella scuola media: il passaggio da un ciclo di istruzione all’altro rappresenta
una fase delicata, che richiede allo studente l’approccio con nuovi contenuti e modalità didattiche;
- lacune nella preparazione di base: attribuibili anche alla scarsa motivazione dell’alunno, sono altrettanto imputabili a metodi di insegnamento inadeguati;
- insufficiente motivazione allo studio: si evidenzia in particolare negli istituti professionali; benché direttamente imputabile allo studente, è da ritenersi anche la conseguenza di un presupposto sbagliato, secondo cui impegno e studio costante sarebbero necessari soltanto nei licei e negli istituti magistrali
- scarso sostegno e coinvolgimento delle famiglie nella vita scolastica dello studente: è un atteggiamento che influenza negativamente la percezione di sé, delle proprie capacità e possibilità di riuscita nello studio;
- problemi di inserimento nella prima classe di ogni ciclo di studi: ad ogni passaggio da un ciclo scolastico ad un altro di livello superiore, i ragazzi vengono a contatto con un gruppo di compagni nuovi, ma soprattutto con un nuovo corpo docente.
- difficoltà nell’acquisizione di una corretta metodologia di studio: è attribuibile da un lato alla scarsa volontà dello studente, dall’altro alla mancanza di un adeguato supporto didattico che possa aiutare l’alunno ad orientarsi nella molteplicità di richieste cui si trova a dover rispondere, considerando l’elevato numero di docenti .
- difficoltà relazionali con la classe: subentrano, in particolare, per gli alunni stranieri, e gli studenti portatori di handicap. Se privi di sostegno adeguato da parte degli adulti, questi ragazzi possono decidere di risolvere il conflitto abbandonando la scuola;
- aspettative eccessive da parte dei genitori: favoriscono in molti casi l’insorgere di ansie e del timore di non essere all’altezza.
- divario tra età anagrafica e classe frequentata, causato da ritardi e ripetenze: in questo caso, lo svantaggio psicologico nei confronti dei compagni di classe e del corpo docente può acuire le difficoltà di apprendimento già manifestate dal ragazzo e produrre irritabilità, insofferenza e comportamenti inadeguati;
- scarsa continuità didattico-educativa tra scuola media inferiore e superiore: il cambiamento nei metodi di insegnamento e nelle discipline oggetto di studio rientra tra i fattori che, disorientando lo studente, possono incidere negativamente sul rendimento scolastico.
- condizione economica non elevata della famiglia di provenienza: non sempre il basso status economico è determinante certamente influisce negativamente.
Tag: cause
Rispondi
19 maggio, 2011 12:15
Sulla dispersione scolastica si danno sempre le colpe ai ragazzi, ma vogliamo parlare anche dello scarso impegno che ci mettono gli insegnanti? Pertanto di conseguenza esitono 2 categorie di insegnanti, una che cerca di capire i ragazzi cercando di stimolarli all’apprendimento, alla comunicazione e si sforzano di capire gli alunni facendogli amare la propria materia, mentre altri cercano di arrivare a fine giornata colpevolizzando i ragazzi che secondo loro non fanno il loro dovere! Ma l’educazione allo studio chi la deve dare? I genitori cercano di fare del loro meglio ma purtroppo hanno sempre il manico del coltello dalla parte sbagliata.