feb 07 2011

Dna: Cos’è?

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 19:39
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gen 11 2011

Apparato respiratorio

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 22:46

Per conoscere ilcorpo umano

Apparato respiratorio


gen 11 2011

Apparato digerente

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 22:42

Un video interessante

Apparato digerente

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gen 11 2011

H20

Category: H2O,Idrosfera,Senza categoriagiuliano_fantechi @ 22:18

acquaUn video interessante sull’acqua

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H2o


set 14 2010

La nostra terra

Category: Pianeta terra,Scienze della Terra,Senza categoriagiuliano_fantechi @ 08:51

<a href=”“>Foto Pianeta Terra

Nascere uomo su questa terra è un incarico sacro.
Abbiamo una responsabilità sacra,
dovuta a questo dono eccezionale che ci è stato fatto,
ben al di sopra del dono meraviglioso
che è la vita delle piante, dei pesci, dei boschi,
degli uccelli e ditutt le creature che vivono sulla terra.
Noi siamo in grado di prenderci cura di loro.

SHENANDOAH, ONONDAGA

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set 13 2010

Calcola la quantità di ossigeno nell’aria.

Category: Atmosfera,Senza categoria,Video Pianeta Terragiuliano_fantechi @ 09:08
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Proviamo a fare questa esperienza


apr 27 2010

Effetto serra

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 14:04
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feb 11 2010

Mitosi

Category: Biologia,Senza categoriagiuliano_fantechi @ 17:25
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Mitosi processo mediante il quale da una cellula madre si ottengono 2 cellule figli con identico corredo cromosomico (diploide)

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feb 01 2010

Che cos’è la meteorologia?

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 16:43

La meteorologia è la scienza che studia i fenomeni atmosferici, come le nubi, i venti, le precipitazioni e i processi che li producono. Non deve essere confusa con la climatologia, che studia la distribuzione dei fenomeni atmosferici alla scala dell’intero pianeta nell’arco di diversi anni e le variazioni che si sono succedute nel tempo.Tutti i fenomeni meteorologici si originano nell’atmosfera, in particolare nei suoi strati più bassi, la troposfera e la tropopausa, che sono a diretto contatto con la superficie terrestre. Per comprendere questi fenomeni è necessario anche studiare le interazioni tra atmosfera, superficie terrestre, oceani, biosfera, l’uomo e le sue attività.
Lo scopo più evidente della meteorologia è la previsione del tempo, ma la meteorologia è una scienza molto complessa, che integrandosi con la climatologia cerca di comprendere i meccanismi dell’atmosfera attraverso modelli e studiando come il clima si modifica, sia per cause naturali che per cause antropiche.

www.eniscuola.net

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nov 11 2009

Aiuto

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 16:25

Aiuto


gen 29 2009

La Mitosi

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 17:30

La Mitosi è un processo di divisione cellulare attraverso il quale si formano due cellule identiche.
• Nella mitosi due copie identiche di materiale genetico vengono ridistribuite nelle cellule figlie.
• La mitosi avviene nelle cellule somatiche animali e vegetali.
Quando la cellula non si divide si trova in una fase chiamata interfase durante la quale il DNA si trova sottoforma di cromatina non condensata. Al microscopio appare come una massa filamentosa.
L’inizio della mitosi induce dei cambiamenti nella forma del DNA e si formano delle strutture che permettono il regolare svolgimento della divisione.
La divisione mitotica avviene in quattro fasi (figura 1):
1. profase: il DNA comincia a condensarsi per formare i cromosomi. Incominciano a formarsi le fibre del fuso mitotico
2. metafase: scompare la membrana nucleare, i cromosomi si dispongono sul piano equatoriale della cellula, le fibre del fuso completamente formate sono attaccate al centromero dei cromosomi.
3. anafase: i due cromatidi che formano un cromosoma migrano verso i poli opposti della cellula tirati dalle fibre del fuso 4. telofase: i cromosomi cominciano a despiralizzarsi, si rifoma l’involucro nucleare, le cellule si separano (citocinesi).
Alla fine della divisione mitotica si hanno due cellule, fra di loro identiche, originate da una cellula progenitrice.


gen 19 2009

Non perdiamo la curiosità

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 09:29


“La chiave di tutte le scienze è senza dubbio il punto di domanda”
Honoré de Balzac
(1799-1850)

Abbiamo voglia di conoscere e di essere curiosi


gen 07 2009

Fasi di potabilizzazione.

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 14:42


Impianto di potabilizzazione loc Anconella (Firenze)
L’acqua potabile è una risorsa primaria destinata al consumo e a fondamentali attività umane. Il D.Lgs. 31/2001 è il riferimento normativo italiano che, recependo la direttiva europea 98/83/CE, disciplina il campo delle acque potabili e definisce anche i criteri e i parametri analitici ai quali un’acqua deve sottostare per potere essere definita potabile.
Molti Comuni italiani utilizzano l’acqua di fiume per i loro fabbisogni; certamente
prima di Essere dichiarata potabile e immessa nell’acquedotto quest’acqua
deve essere trattata.
Le fasi più importanti per rendere l’acqua potabile possono essere così sintetizzate:
Chiarificazione: consiste nell’eliminare le sostanze presenti in sospensione.
Filtrazione: consiste nel far passare l’acqua da vari tipi di filtri e ha lo scopo di rimuovere le sostanze rimaste in sospensione dopo la chiarificazione.
Disinfezione: ha lo scopo di distruggere tutti i microrganismi presenti nell’acqua attraverso mezzi chimici e talvolta utilizzando anche raggi ultravioletti.
Addolcimento: ha lo scopo di ridurre la presenza di sali attraverso un loro deposito sul fondo, utilizzando calce e carbonato di sodio.
Dissalazione: quando è necessaria, si procede all’eliminazione di sali minerali in eccesso attraverso distillazione o altri metodi.
Aerazione: ha lo scopo di far perdere odori e sapori incrementando la quantità d’aria disciolta nell’acqua.
Degasazione: ha lo scopo di far perdere eventuali gas disciolti.

L’acqua, dopo queste fasi, è pronta per essere immessa nella rete dell’acquedotto, per essere destinata al consumo umano e ha tutte le caratteristiche previste dalla legge.


dic 04 2008

Ciclo acqua

Category: Idrosfera,Senza categoriagiuliano_fantechi @ 16:35


Negli oceani l’acqua si trova allo stato liquido. Il riscaldamento solare, però, provoca l’evaporazione di una porzione dell’acqua superficiale che, trasformandosi in vapore, entra nell’atmosfera e viene trasportata dai venti. Quando una massa d’aria già ricca di vapore acqueo ne riceve ancora e si satura, o quando incontra un’altra massa d’aria più fredda, si ha il fenomeno della condensazione del vapore acqueo nell’atmosfera, ovvero il vapore si ritrasforma in acqua (o neve e ghiaccio a seconda delle condizioni di freddo). Così si originano le precipitazioni, grazie alle quali l’acqua, allo stato liquido o solido (pioggia, neve o grandine), raggiunge in parte i continenti e in parte ritorna direttamente agli oceani. L’acqua di precipitazione che cade sulle terre emerse deve ancora percorrere una strada lunga e spesso tortuosa prima di tornare nuovamente agli oceani e chiudere il ciclo. Una certa quantità di acqua penetra nel suolo per infiltrazione e in parte rimane nel suolo, in parte va ad alimentare le falde freatiche (deflusso profondo), per poi riaffiorare nei fiumi o nelle sorgenti.
L’acqua rimasta nel suolo in parte evapora direttamente nell’atmosfera, in parte viene assorbita dalle radici delle piante e trasportata fino alle foglie per essere poi liberata nuovamente nell’atmosfera mediante la traspirazione. A questi due processi si attribuisce complessivamente il nome di evapotraspirazione.
Infine, una certa quantità dell’acqua di precipitazione rimane sulla superficie terrestre e dà origine ai laghi e ai fiumi, attraverso i quali torna direttamente ai mari e agli oceani attraverso uno scorrimento superficiale o sotterraneo.
ll ciclo dell’acqua può essere quantificato considerando che, in media, ogni anno sulla Terra si ha che :
• evaporano dagli oceani circa 503000 km3 d’acqua ;
• evaporano dai continenti circa 65000 km3 d’acqua ;
• piovono sugli oceani circa 458000 km3 d’acqua ;
• piovono sui continenti circa 110000 km3 d’acqua ;
• arrivano al mare dai continenti circa 45000 km3 d’acqua.


nov 03 2008

I sali minerali

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 11:55


I Sali minerali sono sostanze inorganiche e rappresentano solo il 6,2% del peso corporeo totale ma svolgono funzione importanti come i processi cellulari (formazione di denti e ossa), regolano l’equilibrio idrosalinico, attivano numerosi cicli metabolici e infine costituiscono fattori determinanti per la crescita e lo sviluppo di tessuti e organi. A differenza dei lipidi degli zuccheri e delle proteine, i sali minerali non forniscono direttamente energia ma la loro presenza permette di realizzare proprio quelle reazioni che liberano l’energia di cui abbiamo bisogno. Il nostro organismo non produce autonomamente i sali ed è per questo che devono essere ingeriti tramite la nostra alimentazione, infatti si possono assimilare attraverso l’acqua e il cibo. Rispetto ad altri principi nutritivi i Sali minerali necessitano di un fabbisogno giornaliero minimo, ma ogni giorno ne vengono consumati tantissimi come ad esempio nelle urine, nel sudore, le feci ecc.. ed è per questo che vanno ingeriti con una corretta alimentazione. I sali minerali si dividono in: macroelementi e oligoelementi.
I macroelementi sono detti cosi perché sono presenti nel nostro corpo in quantità consistenti e i più importanti sono: Calcio, Fosforo, Potassio, Sodio, Cloro e Magnesio.
Il Calcio, il Fosforo ed il Magnesio servono per la costruzione del tessuto osseo, muscolare, nervoso e delle membrane cellulari. Il Cloro, il Sodio e il Potassio regolano la pressione dei liquidi dentro e fuori delle cellule e consentono il normale volgimento delle attività cellulari.
Gli oligoelementi sono detti cosi perché sono presenti in piccolissime quantità nel nostro corpo e i più importanti sono: Ferro, Iodio e Zinco.
Il Ferro interviene nella formazione dei globuli rossi e serve a trasportare l’ossigeno ad ogni singola cellula. Lo Iodio interviene nella formazione della tiroide e regola lo sviluppo del nostro corpo.
Un’alimentazione povera di calcio può provocare l’osteoporosi una grave malattia del tessuto osseo, invece un’alimentazione troppo ricca di sale (cloruro di sodio) provoca un aumento della pressione arteriosa (ipertensione) con gravi pericoli per l’apparato cardiocircolatorio.


nov 03 2008

Le vitamine

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 11:48

La vitamina è stata scoperta nel 1911 dal medico polacco Kazimierz Funk e sono composti organici essenziali per l’uomo. E’ essenziale la presenza quotidiana di vitamine naturali nella nostra alimentazione perché il nostro corpo è incapace di formarle da solo e la loro carenza determinerebbe gravi malattie. Esistono molte vitamine che possono essere suddivise in questi gruppi: idrosolubili, liposolubili.
Le vitamine idrosolubili sono non accumulabili dall’organismo e quindi da assumere quotidianamente con l’alimentazione. Possiamo dire che si tratta di tutte le vitamine del gruppo B, compreso l’acido folico, della vitamina H, PP e C. Fra questo gruppo troviamo:
- tiamina (B1): necessaria nel metabolismo dei carboidrati, favorisce lo stato generale di nutrizione dei tessuti nervosi. La tiamina è molto diffusa sia negli alimenti vegetali che in quelli animali.
- riboflavina (B2): importante per lo stato di nutrizione della pelle e delle mucose, la riboflavina è raramente scarsa nell’alimentazione delle popolazioni dei paesi ricchi. La sua carenza è invece evidente nelle popolazioni povere.
- acido pantotenico (B5): vitamina importantissima nella protezione da una serie di condizioni patologiche, è molto diffusa in tutti gli alimenti sia animali che vegetali, soprattutto nel fegato, tuorlo d’uovo, legumi e lievito di birra.
- piridossina (B6): precursore di un enzima importante nel metabolismo dei composti azotati, la presenza della vitamina B6 influenza l’efficienza nell’utilizzo delle proteine da parte dell’organismo, ma anche la sintesi dell’emoglobina e il metabolismo dei carboidrati e dei lipidi.
- cobalamina (B12): si tratta di un gruppo di sostanze contenenti cobalto, coinvolte nel metabolismo degli acidi grassi, degli amminoacidi e degli acidi nucleici.
- Vitamina C (acido ascorbico): Oltre a partecipare a numerose reazioni metaboliche e alla biosintesi di collagene, di alcuni aminoacidi e ormoni, la vitamina C è anche un anti ossidante, interviene nelle reazioni allergiche potenziando la risposta immunitaria, neutralizza i radicali liberi e svolge una funzione protettiva a livello di stomaco, inibendo la sintesi di sostanze cancerogene.
- Vitamina H (Biotina): partecipa alla sintesi di glucosio e di acidi grassi. Essendo una vitamina molto presente negli alimenti e abbondantemente prodotta anche dalla flora intestinale, non è solitamente carente nell’organismo.
- Vitamina PP (Niacina): prende parte alle reazioni della respirazione cellulare, della sintesi e demolizione di amminoacidi, acidi grassi e colesterolo.
Le vitamine liposolubili vengono assorbite assieme ai grassi alimentari e accumulate nel fegato, infatti la carenza di essi si manifesta in seguito a una mancata assunzione per tempi lunghi. Di questo gruppo ne fanno parte la vitamina A, D, E e K. Tra questo gruppo troviamo:
– Retinolo (vitamina A): Il retinolo e i suoi precursori, i carotenoidi, costituiscono uno dei fattori indispensabili per la vista, in quanto sono componenti della rodopsina, la sostanza sensibile alla luce presente sulla retina oculare. La carenza di retinolo comporta difetti alla vista che possono arrivare, nei casi più gravi, fino a completa cecità.
- Tocoferolo (vitamina E): un antiossidante che contribuisce al mantenimento dell’integrità cellulare. Si ossida e degrada facilmente alla luce e in presenza di calore, quindi durante il processo di cottura e quello di raffinazione dell’olio vegetale. E’ contenuta soprattutto in frutti oleosi, come le olive, il germe di grano, i semi.
- Calciferolo (vitamina D): Esistono due forme di vitamina D: l’ergocalciferolo, assunto con il cibo, e il colecalciferolo sintetizzato dall’organismo. La vitamina D è un regolatore del metabolismo del calcio e favorisce dunque anche una corretta mineralizzazione dello scheletro.
- Vitamina k: svolge un ruolo importantissimo nel processo di coagulazione del sangue. Una carenza, che si verifica però raramente in seguito a malattie che impediscono l’assorbimento intestinale o a prolungati trattamenti antibiotici, comporta quindi emorragie.


ott 13 2008

Siamo fatti così

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 17:05


Composizione del corpo umano

Acqua 60%
Proteine 19%
Grassi 17%
Carboidrati 1%
Sali minerali 4%
vitamine tracce


ott 13 2008

Le proteine

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 16:56

Le proteine hanno funzione:
- plastica: costituiscono e riparano tessuti;
- bioregolatrice: partecipano alla formazione di enzimi, ormoni e neurotrasmettitori;
- omeostatica: mantengono i rapporti osmotici tra fluidi corporei e l’equilibrio acido-base;
- immunitaria: per la formazione di anticorpi;
- di trasporto: trasportano colesterolo, trigliceridi, fosfolipidi.
Le proteine o protidi (dal greco protos, “primario”) rappresentano un ampio gruppo di composti organici formati da sequenze di aminoacidi legate tra loro attraverso legami peptidici. Possiamo immaginare gli aminoacidi come i mattoni per la costruzione delle proteine ed i legami peptidici come il collante che li tiene uniti tra loro.
Le proteine sono soggette ad un continuo processo di demolizione e sintesi, il turnover proteico, attraverso il quale l’organismo è in grado di rinnovare continuamente le proteine logorate sostituendole con nuovo materiale proteico. Inoltre questo processo permette all’organismo di rimpiazzare gli aminoacidi utilizzati a scopo energetico e di depositarne eventualmente di nuovi per rinforzare determinati tessuti (ad esempio in seguito ad esercizio fisico). La quota di aminoacidi che quotidianamente vengono degradati si attesta mediamente intorno ai 30-40 g/die.
Questa quota viene chiamata quota proteica di logorio e deve essere introdotta quotidianamente con la dieta perché il nostro organismo non dispone di riserve proteiche; tutte le proteine presenti nel nostro corpo (circa il 12-15% della massa corporea) sono infatti funzionali.
Gli aminoacidi coinvolti nella sintesi proteica sono 20 e tra questi 20 otto sono essenziali [ leucina, isoleucina e valina (BCAA), lisina, metionina, treonina, fenilalanina, triptofano] durante l’accrescimento altri due aminoacidi, l’arginina l’istidina diventano essenziali.
Il termine essenziali sta ad indicare l’incapacità dell’organismo di sintetizzare questi aminoacidi a partire da altri aminoacidi tramite trasformazioni biochimiche. Questi aminoacidi devono essere pertanto introdotti con la dieta. Gli alimenti di origine animale hanno il profilo aminoacidico migliore perché generalmente presentano tutti gli aminoacidi essenziali in buone quantità. A differenza di questi, gli alimenti di origine vegetali presentano solitamente carenze di uno o più aminoacidi essenziali. Tuttavia queste mancanze possono essere superate attraverso giuste associazioni alimentari ad esempio PASTA e FAGIOLI. Si parla in questo caso di mutua integrazione perché gli aminoacidi di cui è carente la pasta vengono forniti dai fagioli e viceversa.
CALORIE: Bruciando un grammo di proteine si sviluppa un calore medio di 5,65 Kcal per grammo. Tuttavia poiché il nostro organismo non è in grado di utilizzare l’azoto in esse contenuto il loro potere energetico si riduce a 4,35 Kcal per grammo.
Normalmente viene assorbito il 92% delle proteine introdotte con la dieta (il 97% di quelle animali ed il 78% di quelle vegetali).
Ne consegue le proteine forniscono al nostro corpo in media 4 Kcal per grammo.
DIGESTIONE DELLE PROTEINE
A livello gastrico (stomaco) le proteine subiscono una parziale degradazione in amminoacidi (grazie all’azione del succo gastrico e dell’acido cloridrico) che verrà completata nella prima parte dell’intestino tenue (duodeno).

RUOLO DELLE PROTEINE NELL’ORGANISMO
Come abbiamo già detto la principale funzione delle proteine è quella di rifornire gli aminoacidi necessari per i processi di rinnovamento tissutale (funzione plastica).
• Le proteine sono altresì depositarie del codice genetico (DNA e RNA del nucleo cellulare)
• Fungono da trasportatori (carrier) di varie sostanze presenti nel sangue (emoglobina, ormoni, ecc).
• Fungono da neurotrasmettitori (serotonina)
• Intervengono nella coagulazione del sangue.
• Sono necessarie per la contrazione muscolare e per la difesa immunitaria dell’organismo.
• Sono precursori di enzimi che regolano le velocità delle reazioni e che intervengono nei vari metabolismi del corpo.
Le proteine hanno in particolari condizioni anche funzione energetica, ma in una alimentazione bilanciata questo ruolo è marginale. Questo processo è invece attivo durante il digiuno prolungato quando gli aminoacidi a catena ramificata (leucina, isoleucina, valina) vengono degradati a scopi energetici o durante un’attività fisica prolungata e/o molto intensa.
QUANTE PROTEINE IN UNA DIETA EQUILIBRATA?
I nutrizionisti consigliano di assumere durante l’arco della giornata una quantità di proteine pari a circa il 15-20% dell’apporto calorico giornaliero totale pari a 0,8-1 g di proteine per Kg di peso corporeo.
Di che tipo?
Queste proteine dovrebbero derivare per i 2/3 da prodotti di origine animale e per 1/3 da prodotti di origine vegetale.

RICORA, il fabbisogno di proteine è inversamente proporzionale all’ età:
2 g/kg/die nel neonato, 1.5 g/kg/die a 5 anni, 1.2 g/kg/die in età adolescenziale-adulta;


ott 13 2008

Lipidi

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 16:43

Lipidi o Grassi; composti organici, insolubili in acqua e solubili in solventi quali l’etere, il benzene e l’alcol . I lipidi sono sostanze ternarie (cioè formate da tre elementi) composte da carbonio, idrogeno e ossigeno. Presentano quindi gli stessi elementi dei glucidi ma, a differenza di questi la loro struttura è di tipo lineare e presentano, al termine della catena, il gruppo carbossilico (COOH).

I grassi hanno funzione:
- I lipidi hanno funzione energetica, liberano fino a 9,3 Kcal per grammo
- strutturale: formano la struttura delle membrane cellulari;
- di trasporto: trasportano le vitamine liposolubili (A-D-E-K);
- di riserva: caratterizzata dalla presenza di tessuto adiposo;
- isolante: per la presenza del pannicolo adiposo che è funzione dell’ambiente in cui si vive;
- protettiva: ad es. ammortizzano gli urti a livello dei reni;
- rendono i cibi più gustosi ed appetibili (palatabilità dei cibi).

Sono insolubili in acqua essendo composti apolari.
A temperatura ambiente sono solidi, densi, pesanti e difficili da digerire. I secondi, detti anche “acidi grassi insaturi” sono invece di origine vegetale, come l’olio di oliva e di semi. A temperatura ambiente sono liquidi, leggeri e più digeribili.
Essi sono importanti da un punto di vista biologico perché costituiscono per gli organismi la principale fonte di energia. alimentari possono essere di origine animale o vegetale. I primi, detti anche “acidi grassi saturi” sono quelli che si trovano nella carne, o comunque negli alimenti di origine animale, come il burro, la margarina, il lardo, lo strutto.
I lipidi possono essere distinti in lipidi semplici, lipidi composti e derivati lipidici.
Fra i lipidi semplici più importanti vi sono i trigliceridi, che servono da riserva energetica per gli organismi animali e vegetali. Ciascun trigliceride è composto da tre molecole di acidi grassi legati a un alcol, il glicerolo.
Fra i lipidi composti vi sono i fosfolipidi, formati da lipidi semplici uniti a gruppi fosfato, fondamentali
È preferibile non mangiare troppi grassi saturi. Se presi in grandi quantità pare infatti che provochino un aumento del livello di colesterolo e trigliceridi nel sangue, responsabili di malattie come l’ipertensione.
Date quindi la preferenza ai grassi “insaturi”, quelli di origine vegetale, perché tendono ad abbassare il livello di colesterolo. È importante inoltre ricordarsi che gli acidi grassi insaturi possono svolgere la loro utile funzione nell’organismo solo in presenza della vitamina E.
Differenza tra SATURI e INSATURI: I grassi saturi, che sono solidi a temperatura ambiente, sono caratterizzati dalla presenza di legami semplici tra gli atomi di carbonio dell’acido grasso; la molecola non è quindi in grado di “accettare” ulteriori atomi di idrogeno. Nei grassi insaturi, che invece sono liquidi a temperature ordinarie, gli atomi di carbonio sono legati da uno o più doppi legami. Nella maggior parte dei casi, i grassi animali, quali ad esempio strutto o lardo, sono altamente saturi, mentre gli oli vegetali, fatta eccezione per l’olio di cocco, presentano un grado più o meno elevato di insaturazione.


ott 13 2008

La misura del tempo.

Category: Senza categoriagiuliano_fantechi @ 11:56


Poiché quello che definiamo tempo è una successione illimitata di istanti, misurare il tempo equivale a confrontare la durata di un fenomeno con la durata di un intervallo definito come campione. I cicli naturali fondamentali sui quali si è iniziato a contare il tempo sono l’alternanza del giorno e della notte (ogni giorno), la lunazione (ogni mese) e il succedersi delle medesime stagioni (ogni anno). Osservando questi cicli periodici l’uomo ha scelto una serie di intervalli sia per suddividere il giorno (ore, minuti e secondi) che per raggruppare giorni (settimane e decadi) e anni (lustri, decenni, secoli e millenni).
Per la scienza, che ha bisogno di una precisione maggiore rispetto a quanto è necessario per la vita comune, l’unità fisica fondamentale di misura del tempo nel Sistema Internazionale è il secondo, non più legato ai moti irregolari della Terra rispetto al Sole: definito nel 1820 come la 86.400-esima parte del giorno solare medio, nel 1960 fu definito come la 31.556.925,9747 parte dell’anno tropico 1900, e nel 1972 è stato definito in relazione alle oscillazioni atomiche come “la durata di 9.192.631.770 cicli di radiazione corrispondenti alla transizione fra due livelli iperfini dello stato di base dell’atomo di Cesio 133″.

Il giorno (dal latino diurnum, che significa “che appartiene alla luce”) è l’unità di misura fondamentale del tempo derivante dal moto di rotazione della Terra intorno al proprio asse, che provoca il succedersi di luce e buio. Nel suo cammino apparente il Sole si sposta sempre in direzione oraria sorgendo ad est e tramontando ad ovest. Si definisce giorno solare l’intervallo di tempo che trascorre tra due passaggi del Sole sullo stesso meridiano (di solito si prende il meridiano verticale che passa per il punto Sud, al mezzogiorno) ed ha una durata di circa 24 ore, anche se in estate è leggermente più corto che in inverno. Il giorno solare medio è la media costante dei giorni solari di un anno, ed è stata presa come unità di misura fondamentale per la vita civile (quando di parla di durata in giorni si sottointende giorni solari medi). A causa della rotazione terrestre anche le stelle compiono un moto apparente intorno ad un punto molto vicino alla Stella Polare, e si chiama giorno siderale l’intervallo di tempo compreso tra due passaggi di una stella allo stesso meridiano. Il giorno siderale ha una durata costante di 23 ore, 56 minuti e 4 secondi: il motivo per cui il giorno solare è più lungo deriva dal moto annuo di rivoluzione della Terra, dato che il Sole deve recuperare i 4 minuti che nel suo moto apparente annuo perde ogni giorno rispetto alle stelle fisse.

L’anno (dalla radice indoeuropea AT, che significa “ruotare”) è un’unità di misura del tempo derivante dal moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole, che provoca il succedersi delle stagioni. Nel suo cammino apparente il Sole ogni giorno si sposta di circa quattro minuti in direzione antioraria. Si definisce anno tropico (o anno solare) l’intervallo di tempo tra due passaggi consecutivi del Sole all’equinozio di primavera ed ha una durata di 365 giorni 5 ore 48 minuti e 46 secondi. Se si prendono come riferimento le stelle fisse si ha l’anno siderale, che corrisponde all’intervallo tra due passaggi consecutivi del Sole per lo stesso punto della sfera celeste (le cui coordinate sono riferite alle stelle fisse), e che ha una durata di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi. La differenza deriva dal moto di precessione degli equinozi, per cui il punto corrispondente all’equinozio di primavera non è fisso, ma si sposta all’indietro accorciando l’anno solare di oltre 20 minuti. L’anno civile, necessaria approssimazione dell’anno solare per regolare le attività civili, è invece costituito di 365 giorni, equivalenti a 31.536.000 secondi. L’anno bisestile contiene 366 giorni e fu introdotto nel calendario Giuliano per recuperare le frazioni di giorno perse annualmente.

Il mese (dalla radice indoeuropea ME, che significa “misurare”) è un’unità di misura del tempo derivante dal moto di rivoluzione della Luna intorno alla Terra, che provoca il succedersi delle fasi lunari. Il mese sinodico è l’intervallo di tempo tra due noviluni consecutivi (lunazione), che in media dura 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 3 secondi. Prendendo come riferimento le stelle fisse, il mese siderale corrisponde all’intervallo tra due passaggi consecutivi della Luna per lo stesso punto della sfera celeste, ed ha una durata di 27 giorni, 7 ore, 43 minuti e 11 secondi.
Per la gestione delle attività giornaliere il giorno è stato fin dall’antichità diviso in parti dette ore, contate inizialmente dal tramonto del Sole.
In seguito le ore furono divise in minuti e secondi, e vennero contate da mezzogiorno e poi da mezzanotte. Mentre il tempo solare vero, misurabile direttamente con una meridiana, non ha una durata uniforme, l’ora solare media equivale alla 24° parte del giorno solare medio ed è divisa in 60 minuti primi, i quali sono a loro volta divisi in 60 minuti secondi. Naturalmente l’ora solare è locale, perché il passaggio del Sole sul meridiano dipende dalla longitudine: se un tempo il cambio dell’ora non era un problema grave, vista la lentezza degli spostamenti, oggi il fatto di dover regolare continuamente l’orologio la renderebbe inadatta a regolare la vita civile. Per avere un riferimento comune è stato fissato come tempo universale (T.U.) l’ora relativa al meridiano di Greenwich e la Terra è stata divisa in fusi orari estesi 15° in longitudine. All’interno di ogni fuso orario si ha la stessa ora civile, che corrisponde all’ora locale del meridiano di riferimento del fuso e che differisce dal quella di Greenwich per un numero intero di ore.


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