apr 12 2011

“Manoscritti, libri, foto, film:chimica per conservare beni fra storia, cultura e arte “

Category: Chimica:area di approfondimentorossella_grassi @ 22:43

ISIS”Leonardo da Vinci ” – Firenze
Area di Progetto 5° Chimica ITI
a.s. 2009-2010
Coordinatore: Prof.ssa Rossella Grassi
“Manoscritti, libri, foto, film:
chimica per conservare beni fra storia, cultura ed arte”

Ipertesto on-line

 

Introduzione
I manoscritti, i libri, le fotografie, i film sono potenti veicoli di informazioni, oltre ad essere
spesso veri e propri beni artistici. I documenti d’archivio, le fotografie i filmati contribuiscono
a ricostruire avvenimenti e a delineare la storia di un periodo.
Il problema della loro conservazione sta diventando di enorme attualità e oggetto di ricerca
per individuare metodi diagnostici efficaci ma a basso livello invasivo e metodi di conservazione
realizzabili. Le competenze chimiche rivestono enorme importanza sia per
l’aspetto diagnostico che conservativo delle matrici cartacee e dei filmati per cui gli allievi
della specializzazione hanno deciso insieme ai loro insegnanti di approfondire questo aspetto
della salvaguardia dei beni culturali. Il lavoro ha avuto uno sviluppo triennale.

Collaborazioni esterne
¨ Consorzio Interuniversitario per lo Sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase C.S.G.I.
¨ Università degli Studi di Firenze – Dipartimento di Chimica
¨ Biblioteca Nazionale di Firenze

Sviluppo del progetto
Formazione degli studenti su:
1. storia e i meccanismi del processo fotografico.
2. storia della carta e degli inchiostri.
3. degrado del materiale fotografico e delle pellicole cinematografiche.
4. cause di degrado della carta e degli inchiostri.
5. impostazione di un intervento di restauro su materiale cartaceo e alla sua realizzazione
2
6. costruzione di un ipertesto mediante il programma Dreamweaver in cui è raccolto tutto
il lavoro sperimentale e di approfondimento teorico svolto dalla classe nei tre anni
di attività di Area di Progetto.

Riflessioni sul percorso didattico
Il percorso didattico ha guidato gli allievi nel mondo della ricerca di efficaci metodi diagnostici
e conservativi per salvaguardare un patrimonio di informazioni, la cui cura è stata forse
trascurata a favore di altre tipologie di beni culturali. Invece gli esperti del settore e gli
scienziati si sono accorti che il passare del tempo condanna i materiali cartacei e fotografici
ad un degrado irreparabile se non si interviene opportunamente. Purtroppo gli ingenti
investimenti che occorrerebbero per operare azioni di salvaguardia di questi materiali, vista
la loro quantità, spesso determinano la scelta solo di prevenire in parte il degrado ponendoli
in ambienti bonificati nei confronti dell’inquinamento atmosferico.
Un altro aspetto critico degli interventi su questi materiali è l’invasività della maggior parte
delle analisi diagnostiche volte a caratterizzare con sicurezza la natura del supporto cartaceo
e il tipo di inchiostro. Solo nell’eventualità di disporre di una pagina non scritta all’inizio
o alla fine, è possibile prevedere un prelievo di pochi millimetri e procedere alle indagini
chimico fisiche.
Il Chimico anche in questo settore può svolgere un ruolo chiave nel proporre e realizzare
metodi innovativi di approccio al problema del degrado di materiali cartacei, pellicole e foto,
in stretta collaborazione con il restauratore.

Fase sperimentale
1. Preparazione di emulsione fotosensibile con metodi antichi.
2. Preparazione di inchiostro ferro-gallico e di inchiostro di pernambuco con metodi antichi.
3. Preparazione di una carta salata fotosensibile con metodi ottocenteschi.
4. Analisi chimico fisiche di diagnostica preliminare su carte di diversi periodi storici.
5. Metodi di pulitura e restauro di materiali cartacei.
6. Analisi chimico fisiche di valutazione dello stato di degrado della cellulosa.
7. Realizzazione di immagini negative mediante stenoscopia.
8. Restauro e rilegatura di quattro miscellanee di documenti della Biblioteca Nazionale
di Firenze danneggiati durante l’alluvione del 1966

Risultati sperimentali
Il risultato finale dell’attività sviluppata nei tre anni di corso sono di natura diversa per
quanto riguarda le due tematiche: le carta e le pellicole fotografiche.
Per il settore carta gli allievi sono riusciti a realizzare il restauro di alcuni documenti che
avevano subito un degrado durante l’alluvione di Firenze, giacenti presso la Biblioteca Nazionale
di Firenze. A causa della grande quantità di testi alluvionati, quelli di minore importanza
furono semplicemente asciugati e raccolti in depositi in attesa di trattamento. Fra
questi, la Dott.ssa Barbara Cattaneo, restauratrice del laboratorio di restauro della Biblioteca
Nazionale, ne ha proposti quattro agli allievi della 5° Chimica.
Gli studenti sono stati formati dalla stessa Dott.ssa Cattaneo alle tecniche di restauro e alla
fine del percorso formativo, hanno iniziato l’intervento sui quattro documenti.
Gli allievi, divisi in gruppi hanno preparato una scheda diagnostica sullo stato dell’opera
della stessa tipologia di quelle utilizzate in Biblioteca Nazionale. Sulla base di questa indagine
preliminare hanno progettato gli interventi di restauro e li hanno attuati.
La prima fase è stata la pulitura per liberare le pagine da ogni traccia di fango.
Ha fatto seguito il restauro integrativo per la ricostruzione completa delle pagine.
L’ultima fase è stata la rilegatura secondo una tecnica ideata proprio in Biblioteca nazionale.
Benché gli allievi avessero acquisito dal Dott.Di Giorgi competenze anche su test diagnostici
Chimico Fisici per individuare la natura della carta e degli inchiostri e il loro stato di
conservazione, non è stato possibile applicarli ai quattro documenti perché essi non presentavano
parti indagabili senza apportare ulteriori danni.
La compilazione della scheda diagnostica preliminare serve anche per valutare
l’opportunità o meno di approfondimenti analitici di tipo invasivo.
Per il settore delle pellicole, la scelta è stata quella di rivivere il percorso storico della preparazione
delle carte sensibili e delle metodiche di impressione e di sviluppo.
Gli allievi hanno preparato un’emulsione fotosensibile e hanno saggiato gli effetti della luce
UV su di essa.
E’ seguita la preparazione di una carta salata con metodo ottocentesco, utilizzata come allora
per la realizzazione di immagini fotografiche.
Infine sono state realizzate pellicole negative con metodo stenoscopico, utilizzando carte
litografiche commerciali Rollei, impressionate in una scatola con foro stenopeico autoprodotta
e in seguito sviluppate.

Conclusioni didattiche
La scelta didattica è stata quella di perseguire oltre a finalità conoscitive soprattutto il raggiungimento
di competenze specifiche per riuscire concretamente ad acquisire autonomia
nella gestione del degrado di un materiale cartaceo sia nell’aspetto diagnostico che in
quello di restauro.
Per la parte di approfondimento conoscitivo, gli allievi hanno seguito lo sviluppo storico
della carta e della fotografia, iniziando dalla loro scoperta fino ai giorni nostri. In alcuni casi
si sono proprio calati nel periodo di riferimento producendo inchiostri come succedeva nelle
grandi abbazie o preparando le carte sensibili alla luce dell’ ‘800 e seguendo le tecniche
di esposizione di quel periodo. Inoltre hanno avuto l’opportunità di conoscere i metodi più
moderni di diagnostica, conservazione e restauro.
Per la parte relativa al conseguimento di competenze, questa viene testimoniata dalla rea4
lizzazione del restauro reale di 4 documenti della Biblioteca Nazionale di Firenze, che ha
affidato agli allievi, durante la classe 5°, seppur sotto la supervisione di una sua esperta
restauratrice, la redazione della scheda diagnostica, il loro restauro e la rilegatura.
In definitiva gli studenti hanno avuto l’opportunità attraverso il percorso didattico proposto
di acquisire conoscenze e competenze attinenti alla loro professione ma non consuete in
un settore particolare, quello dei beni culturali, in cui il ruolo del chimico ha assunto negli
ultimi anni una posizione rilevante.

Documentazione
Tutte le attività che gli allievi hanno svolto nei tre anni di progetto sono state documentate
in un ipertesto multimediale che sarà pubblicato in un sito web a garanzia della massima
fruibilità.

Ringraziamenti
Gli studenti e il Consiglio di Classe della 5° Chimica desiderano ringraziare il Consorzio
per lo Sviluppo dei Sistemi a Grande Interfase C.S.G.I e Il Dipartimento di Chimica
dell’Università degli Studi di Firenze, in particolare i Dott.ri Luigi Dei, Rodorico Giorgi,
Emiliano Carretti, Giovanna Bitossi per il fondamentale contributo scientifico nella realizzazione
del progetto, la Biblioteca Nazionale di Firenze per aver autorizzato
l’affidamento del restauro di quattro documenti a questo gruppo di lavoro, la Dott.ssa
Barbara Cattaneo per aver guidato gli allievi nell’acquisizione di competenze sulle tecniche
di restauro e conservazione della carta e aver supervisionato il restauro dei quattro
documenti.
La nostra gratitudine va anche ai Proff. Larucci e Valeri dell’IIS Leonardo da Vinci che
hanno accolto e assistito gli allievi della 5° Chimica nella realizzazione e nello sviluppo di
fotografie con metodi antichi

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